Green pass: società sportive in difficoltà. Penalizzate le attività dei ragazzi al chiuso

Green pass necessario per attività sportive all'interno di palestre (foto archivio)

Basket, pallavolo, karate e danza: in alcuni casi le iscrizioni alla nuova stagione hanno subito un taglio del 50 per cento

EMPOLI. L’obbligo di Green pass per le palestre sta creando non poche difficoltà alle società sportive del territorio. Basket e pallavolo, ma anche ginnastica, karatè, danza. In alcuni casi le iscrizioni alla nuova stagione sportiva hanno subito un taglio del 50% tra chi ancora non è riuscito a fare il vaccino e chi non ha nessuna intenzione di sottoporsi alla somministrazione. L’obbligo di certificazione verde scatta dai dodici anni ed è proprio nella fascia 12-16 anni che si registrano le problematiche maggiori.

«Ci sono diversi genitori che non vogliono vaccinare i propri figli – spiega Roberto Mencherini, direttore sportivo della Pallacanestro Empoli – dei cento ragazzi che avevamo lo scorso anno, al momento hanno ripreso le attività solo in una cinquantina. Speriamo che nei prossimi giorni con la possibilità di vaccinarsi per tutti senza prenotazione si possa alzare la soglia. I problemi, comunque, sono anche altri. Ad esempio ci sono ragazzi che hanno avuto il Covid e che hanno ancora strascichi fisici. Senza contare i problemi legati agli spazi, che hanno meno a che vedere con il Covid, ma che si trascinano da tempo».


Una situazione simile si riscontra anche in altre società, come la Pallavolo Certaldo. Qui le percentuali sono meno pesanti, ma comunque il quadro è delicato. «Le nostre atlete delle giovanili sono circa 130 – argomenta Chiara Dainelli della segreteria della società –- i problemi legati al Green pass si registrano principalmente tra i dodici e i quattordici anni, anche se in ciascuna delle squadre ce ne sono almeno quattro che non sono vaccinate. È difficile ripartire così: alcuni genitori ci hanno detto che sottoporranno le figlie a tampone per potersi allenare, ma quanto potranno andare avanti?». E più le dimensioni delle società aumentano, più le difficoltà di gestione in una fase di questo tipo crescono. È il caso della polisportiva Montesport di Montespertoli, che offre la possibilità di svolgere diverse discipline. «Noi solitamente abbiamo circa 450 iscritti – esordisce il presidente Raoul Ciambotti – e nelle giovanili il problema del Green pass esiste. Tuttavia, non sempre le famiglie non vogliono vaccinare i figli. Spesso le problematiche nascono dal fatto che fino a 12 anni finora non si poteva prenotare sul portale e anche quando viene fatto il vaccino si devono attendere due settimane per avere la certificazione. Le criticità purtroppo rimarranno, specie quando inizieranno i campionati. Avendo anche discipline che si svolgono all’aperto, come l’atletica, quello che vediamo è che su quelle i numeri stanno crescendo». Uno dei fenomeni che si osservano in questo inizio di stagione è proprio un aumento di iscrizioni a quegli sport dove le certificazioni non sono richieste. «Noi non abbiamo particolari problemi legati al Green pass – spiega Luca Sesoldi, presidente dell’Use Basket di Empoli – degli oltre 200 ragazzi, solo 3 non sono vaccinati. Tuttavia la sensazione che gli sport al chiuso siano penalizzati rispetto a quelli all’aperto c’è. Fosse solo per l’obbligo di controllare ogni volta gli atleti all’ingresso in palestra. Inoltre, per noi c’è un enorme problema legato agli spazi: non potendo più utilizzare le palestre delle scuole non sappiamo dove far allenare i ragazzi». Meno problemi anche alla Pallavolo Empoli, dove il presidente Antonio Genova dichiara che «nelle squadre giovanili, che contano circa 120 atlete il vaccino lo hanno tutte dal momento che già da luglio era stato dato comunicazione che insieme al certificato medico sarebbe servito il Green pass».

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