Sversati liquidi non pericolosi nelle fognature: denunciate due società

I carabinieri forestali durante un sopralluogo (foto archivio)

Montaione, una società pisana di demolizioni ha smaltito illecitamente rifiuti liquidi speciali attraverso il loro sversamento nei tombini del piazzale dell'immobile industriale

FIRENZE. Militari della stazione carabinieri forestale di Empoli nei giorni scorsi hanno ricevuto da parte della società proprietaria di uno stabilimento industriale nel Comune di Montaione, occupato fino a qualche mese prima da una azienda produttrice di panificati, una segnalazione per presenza di rifiuti e altre problematiche di natura sanitaria nel proprio immobile.

La stazione carabinieri forestale, insieme al Dipartimento di Empoli dell’Arpat, hanno eseguito numerosi accertamenti tra cui vari sopralluoghi e campionamenti di rifiuti. Da queste verifiche è emerso che una società pisana di demolizioni aveva smaltito illecitamente rifiuti liquidi speciali attraverso il loro sversamento nei tombini del piazzale dell'immobile industriale.

Questi rifiuti liquidi erano originati dalla lavorazione alimentare della ditta che aveva incaricato la società di demolizioni di liberare dai rifiuti l'immobile industriale.

E’ stato accertato inoltre che tali rifiuti, sversati illecitamente nei tombini del piazzale, sono stati versati nella pubblica fognatura. I rifiuti liquidi sono stati campionati ed analizzati da tecnici Arpat e sono risultati non pericolosi.

Sono stati denunciati dunque all’autorità giudiziaria i presidenti del consiglio di amministrazione, rispettivamente della società alimentare e della società di demolizione, per gestione illecita di rifiuti non pericolosi.

Poiché non è stato più possibile impartire utili prescrizioni per la risoluzione della contravvenzione accertata, e il rifiuto abbandonato non presentava, per quanto accertato analiticamente, profili di pericolosità, è stato notificato ai responsabili il verbale di ammissione al pagamento, in base all’art. 318 bis del Testo Unico Ambientale: i carabinieri forestali hanno ritenuto cioè applicabile la previsione contemplata dal TUA, che consente l’estinzione del reato contravvenzionale, dietro il pagamento di una sanzione amministrativa di 6500 euro per ciascun trasgressore.