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Farfa: "Ora basta con le discoteche chiuse, ci devono far riaprire con le mascherine"

La provocazione di un dj certaldese storico, che lavora tra Italia e Spagna, contro la volontà del governo di non riaprire i luoghi della musica  

Intervenire per salvare i locali, i club e il mondo della notte e per non disperdere un patrimonio culturale e storico già in difficoltà. Di fronte ai silenzi e alla volontà da parte del governo di tenere chiuse le discoteche a causa della pandemia da Covid, lo storico dj certaldese Francesco Farfa lancia la sua provocazione mettendosi a disposizione per suonare a un rave a costo zero in caso lo dovessero chiamare. Lui che, come tiene a sottolineare, ha fatto della legalità uno dei capisaldi della sua vita, spera che le cose possano velocemente cambiare. Nell’attesa non vede sbocchi per il mondo della notte e tutti coloro che vi lavorano.

Lui intanto non dimentica i suoi primi passi, che sono partiti proprio da Certaldo dove è sempre ricordato con grande affetto.


Il suo successo è partito proprio nel paese di Boccaccio, in quegli stessi locali che adesso, tra mille difficoltà, rischiano di chiudere e diventare lontani ricordi negli occhi di chi li ha vissuti. Mentre le giovani generazioni fanno fatica a trovare alternative.

Si tratta di un quadro complicato per un volto conosciuto a carattere internazionale e uno dei più autorevoli del settore. «È stato disposto che le discoteche debbano restare chiuse in quanto questo governo, fin dal suo insediamento, aveva spiegato che i lavori non essenziali non sarebbero stati presi in considerazione – argomenta – Ci hanno fatto vaccinare ma poi non ci danno la possibilità di aprire neanche con le mascherine. Non è una questione sanitaria ma una presa di posizione politica contro il settore al quale non è stata data alcuna possibilità di interagire. C’è poi un altro aspetto, quello che vede una buona fetta dell’opinione pubblica schierarsi contro il ballo considerandolo uno sfizio superfluo. Il ballo, prima ancora della comunicazione verbale, è stato qualcosa che ha accomunato la nostra storia». «C’è poi dell’assurdo se pensiamo a cosa è accaduto con la vittoria degli Europei da parte della nazionale italiana con i relativi festeggiamenti collettivi», spiega ancora lo stesso Francesco Farfa.

Intanto il territorio dell’Empolese Valdelsa sta assistendo, così come in tutto il territorio nazionale, a una vera e propria crisi. Lo storico Jaiss di Empoli ospiterà un mercatone mettendo così la parola fine ad un locale conosciuto in tutta Italia, mentre in Valdelsa la discoteca Kaleido di Castelfiorentino potrebbe non riaprire più qualora lo Stato non dovesse intervenire mettendo aiuti economici sul tavolo. A Certaldo al posto della storica discoteca Katinka, dove un tempo si recavano vip da tutta Italia e che è stato per anni punto di riferimento per tante celebrità del cinema e dello sport, adesso sorgeranno appartamenti. Le luci, poi, potrebbero spegnersi per sempre anche alla discoteca Ypsilon: «Un locale del genere andrebbe smontato pezzo per pezzo e spostato fuori dal paese di Certaldo – sottolinea Farfa – Non si può demolire una discoteca che per valore architettonico e acustico non ha eguali in Italia. Non abbiamo ancora capito il valore di quello che abbiamo in casa. I nostri amministratori devono capire che bisogna trovare il giusto equilibrio fra divertimento e comunità, perché poi non ci dobbiamo stupire se i nostri giovani scelgono altre mete, come le città e destinazioni straniere per partecipare a festival che in Italia non si tengono».

«Un vero peccato perché proprio prima del Covid stavano rinascendo club rivolti ai giovani che facevano ben sperare» prosegue lo stesso dj. Per Farfa gli ultimi appuntamenti sono stati lo scorso 5 luglio a Odessa, in Ucraina, e a Colle Valdelsa nei giorni scorsi dove ha proposto a una cena musica d’ascolto. Nel caso dell’evento tenutosi nell’Europa orientale Farfa è tornato a tutti gli effetti a suonare, salvo poi rientrare in Italia e trovare una situazione totalmente diversa. Nel suo accorato appello il dj rinnova la sua disponibilità a suonare a un rave a costo zero. Una riflessione che sa di provocazione per lui che ha ribadito ancora una volta di aver fatto sempre le cose nel perimetro della legge, al fianco di altrettanti professionisti, ora stanchi di questa situazione ingessata e che non vede la luce riaccendersi. –