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Mancano 400 insegnanti nell'Empolese Valdelsa

L’attesa delle nomine dei supplenti (foto d’archivio)

La situazione nelle scuole superiori: slitta l’ingresso dei docenti di ruolo

EMPOLI. Nelle scuole superiori mancano circa 400 insegnanti. La carenza, che ormai si trascina da anni e che è diventata una costante nella fase di avvio di ogni anno scolastico, riguarda praticamente tutti gli istituti, con i tecnici e i professionali che scontano le situazioni più complesse. A destare le preoccupazioni maggiori è il reclutamento degli insegnanti di sostegno. Intanto ieri è slittata la nomina delle immissioni in ruolo per il prossimo anno scolastico per problemi di formulazione delle graduatorie in seno all’ufficio scolastico regionale e ancora deve essere fissata una nuova data. Il rinvio di ieri farà ulteriormente slittare le nomine dei supplenti, che dovranno coprire il grosso dei quasi quattrocento posti rimasti vacanti nelle scuole del circondario.

Mentre il 15 settembre, giorno della prima campanella in tutta la Toscana, si avvicina e il timore di ripartire con gli organici ancora incompleti aumenta.


Come detto tra posti comuni e posti di sostegno negli istituti superiori il fabbisogno di insegnanti che dovranno rimpolpare l’organico costituito dai docenti in ruolo è di circa 400. Un centinaio al Ferrais-Brunelleschi di Empoli e al Checchi di Fucecchio, 75 al Fermi-Da Vinci di Empoli, una cinquantina all’Enriques di Castelfiorentino e una trentina sia al Pontormo che al Virgilio di Empoli. «Per quanto mi riguarda ho pubblicato in questi giorni le cattedre per il prossimo anno, assegnato le classi – spiega Gaetano Flaviano, dirigente del Fermi-Da Vinci di Empoli – la situazione è molto simile a quella degli anni passati. Su un organico di fatto di 180 docenti, ci sono tra i 40 e i 60 posti da coprire con immissioni in ruolo o con le supplenze. Mentre per il sostegno a fronte di un fabbisogno di 32 insegnanti per un totale di quarantacinque alunni diversamente abili, ne mancano al momento 24. La speranza è che dal ministero e dagli uffici scolastici regionale e provinciale facciano presto». Tuttavia, le preoccupazioni legate ad una ripartenza senza la copertura di tutti i posti rimasti vacanti rimangono, vista anche l’esperienza degli anni scorsi. «Al Pontormo la situazione è migliore rispetto ad altre scuole – afferma la preside Filomena Palmesano - qui, infatti, il 90% dei docenti è di ruolo e rimangono scoperti una quindicina di posti. Tanto per dire, sono andati in pensione quattro insegnanti e ne sono arrivati dieci da trasferimento. Il quadro è più critico sul sostegno, per il quale i docenti in ruolo dono 4 e ne mancano 14. Lo scorso anno è stato davvero problematico riuscire a chiudere l’organico e spero che quest’anno possa essere più agevole. In ogni caso credo che a settembre si comincerà con un orario ridotto». Ovviamente gli eventuali ritardi non dipendono dalle singole scuole, che possono procedere alle nomine di supplenti sono in ultima battuta, dopo cioè che sono stati effettuati tutti i passaggi dal ministero prima e dagli uffici scolastici regionali e provinciali poi. «Noi abbiamo un 25% dei docenti non in ruolo sui posti comuni e un 40% su quelli di sostegno – argomenta Barbara Degl’Innocenti, dirigente dell’Enriques di Castelfiorentino – sono venti anni che chiediamo una stabilizzazione che permetta di programmare al meglio l’anno scolastico e di lavorare bene, ma ancora questo non si è realizzato. Gli uffici scolastici, dal canto loro, hanno una mole di lavoro enorme da gestire. Tuttavia, spero che alcuni dei ritardi che si sono accumulati lo scorso anno siano stati risolti e mi auguro che i tempi per le nomine siano rapidi: sarei contenta se potessimo chiudere l’immissione entro il primo mese dall’inizio dell’anno scolastico». —

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