Sono una cinquantina gli operatori sanitari non vaccinati

Cinquecento tra infermieri e medici i non immunizzati nella Asl Toscana centro

EMPOLI.Nel territorio Empolese Valdelsa ci sono una cinquantina di operatori sanitari dipendenti dell’Asl Toscana Centro non ancora vaccinati.
Una stima che parte dai numeri forniti dalla stessa azienda sanitaria, che in questi giorni sta inviando le lettere a tutti coloro che non si sono sottoposti al vaccino. Lettere in cui vengono chieste le motivazioni di una scelta che in base alla normativa potrebbe portare - se non puntualmente giustificata - a delle gravi sanzioni: dalla sospensione al demansionamento, fino al blocco dello stipendio.
L’Asl Toscana Centro fa sapere che «il totale ad oggi dei sanitari non vaccinati è di circa 500 persone». Un numero che, considerando le stime su Firenze e Pistoia, fa parlare di una cinquantina di soggetti “scoperti” nel circondario Empolese Valdelsa. Medici, infermieri, operatori socio sanitari. Solo, però, dipendenti dell’azienda diretta da Paolo Marchese Morello. Se si considerassero, infatti, anche coloro che sono impiegati nelle strutture private o che lavorano da liberi professionisti il numero salirebbe.

A questo proposito va considerato che il totale di tutti i sanitari non vaccinati in Toscana ammonta a 15mila. In questi giorni, come accennato, nei loro confronti stanno partendo le Pec in cui vengono chieste le ragioni della mancata vaccinazione. Chi lavora in ambito sanitario, infatti, è sottoposto ad obbligo vaccinale dal decreto legge del 1° aprile 2021. Un provvedimento che prevede delle pesanti ripercussioni in caso di mancata somministrazione senza valido motivo. Le sanzioni, che possono arrivare alla sospensione dal lavoro fino alla fine del 2021 con conseguente blocco dello stipendio, dovrebbero essere comminate direttamente dal datore di lavoro per la parte che riguarda le retribuzioni e l’inquadramento lavorativo e dall’Ordine dei medici per quanto attiene alla sospensione dalla pratica in libera professione. Anche se finora su questo aspetto è regnata l’incertezza.
Al momento l’Asl Toscana Centro fa sapere che l’azienda «non commina sanzioni, ma procede all’accertamento dell’effettività degli adempimenti comunicandolo ai diretti interessati e ai rispettivi datori di lavoro e eventuali ordini professionali che potranno procedere con gli adempimenti di loro competenza».
Tuttavia, al momento la segreteria dell’Ordine dei medici di Firenze sostiene di non avere ricevuto alcun numero, né tantomeno nominativi di associati che non si siano vaccinati. «Siamo ancora in attesa di dati da parte dell’Asl – spiegano – senza i quali è difficile avere un’idea precisa di quanti siano e soprattutto non è possibile procedere ad applicare nei loro confronti le disposizioni di legge». La procedura prevede che, una volta che l’azienda sanitaria avrà comunicato i nominativi di coloro che non hanno ricevuto il vaccino senza una valida motivazione, ci saranno cinque giorni di tempo per gli operatori sanitari interessati per mettersi in regola. Nel caso in cui ciò non avvenga seguirà una sospensione iniziale di 30 giorni che, se l’inadempienza dovesse proseguire, sarebbe prolungata almeno fino alla fine dell’anno. La sospensione comminata dagli ordini professionali imporrebbe al medico o all’infermiere di non poter svolgere la libera professione. La sanzione, invece, decretata dal datore di lavoro - l’Asl nel caso del pubblico, le aziende titolari di servizi sanitari nel caso del privato - può prevedere la sospensione stessa dal servizio o il passaggio ad un’altra mansione che non implichi contatto con i pazienti. —