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«Tempi più rapidi per controlli e bonifica. Acqua potabile a chi è in attesa dei lavori»

Le richieste dell’assemblea No Keu si concentrano anche sulla produzione di materiali inquinanti: «Subito lo stop»

EMPOLI. Ridurre i tempi dei controlli e delle bonifiche, portare l’acqua potabile alle famiglie in attesa dell’allacciamento all’acquedotto e stop immediato alla produzione di materiali inquinanti nello stabilimento Aquarno. L’assemblea permanente No Keu torna a farsi sentire. E lo fa a pochi giorni dalle uscite di Regione e amministrazioni comunali sulle prossime operazioni da eseguire sulla 429. « A quasi tre mesi dallo scoppio della vicenda Keu – spiega in una nota l’assemblea – grazie anche alla mobilitazione che stiamo conducendo sul territorio e alle rivendicazioni che finora abbiamo avanzato, in questi giorni amministrazioni e autorità stanno annunciando le prime operazioni, anche se mancano ancora i dettagli. Alla luce dei risultati del primo prelievo compiuto sui terreni, il dato di fatto è che la macchina amministrativa è in enorme ritardo rispetto alle azioni di salvaguardia della salute dei cittadini. Si comincia a parlare di bonifica, ma ancora non ci sono certezze né sulle modalità, né sui tempi. Mentre arrivare a bonificare le aree contaminate è la priorità assoluta in questo momento e quindi pretendiamo che si avvii con urgenza il procedimento di bonifica con l’affidamento del piano di caratterizzazione e l’analisi sito specifico».

Tuttavia, l’attenzione non può essere focalizzata solo sul cosiddetto “cerotto”. Tanto che l’assemblea torna a chiedere l’estensione dei controlli e dei prelievi su tutto il tratto della nuova 429, «dal momento che i residui tossici potrebbero essere stati utilizzati anche in altri siti del cantiere». Mentre a riguardo l’allacciamento all’acquedotto, «i tempi di realizzazione sembrano essere molto lunghi – continuano – per questo chiediamo che venga attivato, di concerto con i residenti, un servizio di fornitura alternativa di acqua potabile - autobotti o sacche di acqua - fino a quando non saranno conclusi i lavori». Ma una parte importante del ragionamento verte anche sui costi di bonifica e delle opere di mitigazione del rischio, come controlli e allaccio all’acquedotto. Il finanziamento, secondo l’assemblea, «non può ricadere sui cittadini e che deve competere a chi ha provocato il danno, lucrando sulle spalle della collettività. Un danno che si è compiuto ed evidentemente continua a compiersi, dal momento che l’impianto ex Ecoespanso attualmente gestito dal consorzio Aquarno non ha bloccato la produzione di Keu non conforme, ma questo viene semplicemente stoccato in discarica. Arpat prima e Regione poi, hanno confermato che il consorzio di proprietà di Assoconciatori ha violato le norme, anche al di fuori dal perimetro interessato dall’inchiesta, almeno dal 2018. Chiediamo che venga subito bloccato il processo di produzione di materiale inquinante e rivendichiamo che a pagare sia proprio quel consorzio che ha violato le regole, ha inquinato e devastato i territori aggirando leggi e chiedendo aiutini a politici e malavitosi». Una richiesta che si associa a quella di riconvertire la concia con agenti chimici con quella vegetale, attraverso tannini. —


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