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La banda degli asciugacapelli prende di mira le case empolesi

La refurtiva recuperata in una passata operazione della polizia livornese (foto archivio)

Uno dei derubati, Giuseppe Araneo, ha scoperto che i ladri si erano portati via oggetti per la cura della persona più che cose di valore. Un altro caso a Corniola

EMPOLI. Non sono tanto i furti in sé che fanno notizia, quanto piuttosto il tipo di refurtiva che in questi casi i malviventi hanno sottratto ai padroni di casa. Stanno infatti pervenendo notizie di alcuni colpi in abitazione messi a segno a Empoli in cui chi agisce non è in cerca di preziosi, contanti o gioielli, quanto piuttosto di oggetti per la bellezza e la cura della persona, spesso anche di valore irrisorio. Denunce alle forze dell'ordine sono state presentate nel corso di questo mese di giugno e hanno questo come tratto di unione, tanto che viene da pensare come la mano che agisce sia sempre la stessa. È possibile quindi per i padroni di casa trovare in casa alta tecnologia e soldi, ma non per esempio l'asciugacapelli, oppure la piastra.

Una delle persone che ha subìto questa strana tipologia di furti è Giuseppe Araneo, un giovane che vive in via Luigi Russo a Empoli a due passi dalle poste centrali, che precisamente una settimana fa ha scoperto tale situazione. «Erano circa le 17 – racconta il residente – ero appena tornato a casa da lavoro aprendo la porta non mi sono accorto di niente. Poi in camera mi sono accorto della presenza di un cacciavite sopra al letto, mi sono girato e ho visto che c'era la finestra rotta». Il padrone di casa ha fatto quindi un giro dell'appartamento cercando di capire cosa fosse successo: «Le cose di valore erano tutte al proprio posto – prosegue – mi sono stupito poi quando sono entrato in bagno di ciò che avevano portato via: un asciugacapelli da 20 euro, una piastra, i profumi della mia compagna e alcuni miei, persino della bigiotteria che non ha alcun tipo di valore economico. Tra l'altro i profumi erano già aperti e usati, non riesco a capire che valore commerciale possano avere. Solo un orologio che avevo sul comodino è stato portato via. Altri di maggior pregio, invece, sono stati lasciati al loro posto. Sicuramente sono entrati in pieno giorno, tra le 13 e le 17, approfittando della mia assenza».


Un altro caso simile è stato segnalato nella zona tra Corniola e Monterappoli: anche qui via il phon e la piastra, ma non i valori. Araneo ha presentato denuncia ai carabinieri affinché possano essere condotte le indagini di rito. «Il fatto curioso – conclude Araneo – è che andando in centro per un aperitivo e raccontando ad alcune persone quanto accaduto, ho avuto riscontro di altri episodi analoghi, cosa che mi ha sorpreso perché credevo fosse stato un caso isolato e invece non lo era». Scorrendo le cronache, questo tipo i furti non sono nuovi all'interno di saloni di bellezza, in cui i ladri vanno spesso ad accaparrarsi le attrezzature oltre agli incassi. Due principalmente i motivi: la capacità di poter rivendere facilmente tali oggetti anche sulle piattaforme di commercio elettronico, ma anche la presenza all'interno delle apparecchiature di componenti in rame che si sa essere un metallo sempre ambito tanto da spingere talvolta anche furti di grondaie nei cimiteri. —

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