Scandalo concerie, in cento per dire no ai veleni

L’assemblea al circolo Sant’Andrea (Foto Autovino/Sestini)

La sindaca di Empoli: «Per ora solo indiscrezioni». La platea: «No alla politica sporca» 

EMPOLI. Un centinaio di persone hanno partecipato all’incontro al circolo di Sant’Andrea che era stato fissato dalla sindaca Brenda Barnini prima della nuova tegola che si è abbattuta sulla vicenda della inchiesta sulle scorie conciarie, il keu contaminato (dalle ceneri dei fanghi), portata avanti dalla procura fiorentina.

Proprio ieri mattina è emerso che nel terreno prelevato per le analisi disposte dalla procura sono stati trovati quantità di metalli pesanti superiori fino a 100 volte i limiti di legge. Atmosfera tesa, tante domande, pochi applausi per la sindaca contestata più volte. Così come ci sono state proteste il “sistema che ha avvantaggiato le aziende conciarie”. E invettive contro la «Politica sporca». «Ho letto anche io delle indiscrezioni – ha detto la sindaca – ho chiamato il legale incaricato di rappresentarci al processo per capire se c’erano delle risposte. Ma non ci sono risultati ancora. Se ci fossero stati risultati al Comune sarebbero stati recapitati».


«Stiamo lavorando per ulteriori monitoraggi sui pozzi e sui terreni – ha detto – Ma cosa sarà necessario fare non lo sappiamo esattamente. Le indiscrezioni non contribuiscono a far comprendere la situazione per quella che è». La sindaca ha accusato gli organi di informazione di non dare chiarezza. «Nel caso del rilevato stradale si dovrà stabilire la percentuale del keu negli inerti. Bisogna concludere le analisi a carattere giudiziario. Le informazioni sono importanti». «I materiali che venivano conferiti per i lavori avevano una certificazione– ha detto ancora la sindaca – l’amministrazione comunale è parte lesa come i cittadini». E poi è andata avanti rassicurando sulla quantità degli inerti inquinati: «I conferimenti incriminati sono stati fatti solo su un tratto e riguardano solo ottomila tonnellate di inerti utilizzati. Per questi non si sa in che percentuale è stato utilizzato il keu».

«Questa vicenda non rappresenta un sistema di malaffare come ho letto sulla stampa – ha continuato – bisogna stare attenti a fare confusione, non voglio che la mia terra sia dipinta come non è. Aver fatto la 429 è stato un bene, risolveremo le contaminazioni ambientali se ci saranno». Sull’acqua, ha aggiunto Barnini «vogliamo garantire controlli cadenzati con piezometri».

E su questo hanno ribattuto i residenti: «Vogliamo i controlli su tutti i lotti – hanno detto – anche sul tratto di Castelfiorentino. Buttiamo giù un piano di monitoraggio dettagliato. Bonifichiamo e poi ci vuole subito la realizzazione dell’acquedotto per le abitazioni non collegate». Francesco Polverini è intervenuto per il comitato No Keu: «Già dal 2018 veniva rilasciato keu non buono. Perché la Regione non è intervenuta prima? – ha detto Polverini molto più applaudito della sindaca – Perché non si è mossa prima la politica, per tre anni si è continuato a produrre questo materiale contaminato. Non si può mettere a rischio la salute dei cittadini perché c’era un procedimento amministrativo che autorizzava questa produzione».

Fabrizia Morelli ha chiesto informazioni sull’emendamento passato in Regione a favore delle concerie. E ha aggiunto: «Che cosa è stato cercato nell’acqua? È sufficiente una certificazione per controllare il materiale che veniva utilizzato? Il commissario della strada che cosa ha fatto? ». –

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