Sottopagati duecento educatori

Empoli, parte la vertenza per i nidi che sono affidati alle coop: «La responsabilità è dei Comuni»

EMPOLI. Circa duecento lavoratori dell’Empolese Valdelsa, al centro di una vertenza che li vede coinvolti in quanto la maggior parte di loro è costretta a prendere delle paghe mensili inferiori rispetto al corretto inquadramento contrattuale. In tutto ciò, i Comuni hanno le loro responsabilità. Stiamo parlando della questione relativa agli educatori operanti nei nidi e che si alternano agli insegnanti di sostegno nel seguire i ragazzi con difficoltà. C’è infatti differenza a livello economico tra un contratto di categoria D2, più alto, e un D1, e su questo aspetto la Funzione Pubblica della Cgil sta organizzando una ricognizione che ha toccato la maggior parte delle amministrazioni locali del territorio.

La situazione generale al momento appare diversificata a seconda delle amministrazioni locali, segno che su questo tema non esiste una politica unitaria a livello di Unione dei Comuni. «Con l’ultimo rinnovo del contratto collettivo nazionale delle cooperative sociali 2017-19 – spiega Jacopo Geirola della Fp Cgil di Firenze – il cosiddetto “educatore con titolo”deve essere inquadrato al livello D2. Purtroppo ancora non è così e quasi sempre viene applicato il D1 in maniera non corretta. Il tema è che i Comuni commissionano tali servizi al privato sociale, ma senza inserire nei bandi le risorse necessarie affinché gli educatori possano avere il giusto inquadramento. Stiamo parlando di stipendi che, per servizi di qualità, non arrivano ai mille euro». Secondo quanto raccolto da Geirola e dal suo collega Paolo Grasso, operativo nell'Empolese Valdelsa, a Empoli l’amministrazione comunale ha effettuato una variazione di bilancio affinché i lavoratori, che qui erano inquadrati con un livello ancora più basso che è il C1, siano messi in condizione di avanzare al D1. Questo significa restare ancora un gradino sotto lo standard D2.


A Montespertoli pur essendo in essere un corretto inquadramento con profilo D2 per il personale dedicato al sostegno, permane il nodo dei nidi in cui invece gli educatori hanno un contratto di livello D1.

A Cerreto Guidi per entrambi i profili si applicano accordi di livello D1, mentre a Vinci l’amministrazione locale ha fatto sapere di voler ragionare sui nuovi appalti in direzione della messa in campo di risorse tali da permettere di utilizzare correttamente il D2 per l’appalto di di Villa Reghini su cui però ci sono disagi: lo spazio gioco è attualmente chiuso per problemi di economie derivanti dalle spese maggiori in conseguenza della pandemia Covid-19.

Anche a Certaldo la discussione deve essere ripresa in mano essendo i servizi prossimi alla scadenza. «A Castelfiorentino – spiegano Grasso e Geirola – stupisce come vengano inserite nell’appalto non figure professionali come gli educatori, ma operatori socio assistenziali i quali hanno un contratto della tipologia C1. Abbiamo incontrato il Comune ed è emersa una chiara scelta e una responsabilità politica che porta verso un grave arretramento dell’assistenza scolastica. I Comuni parlano di un’educazione fiore all'occhiello dove però è il privato sociale a doversi fare carico delle problematiche. Adesso stiamo organizzando anche momenti di incontro con le cooperative in modo che si possano trovare spazi per l’utilizzo corretto dei contratti di lavoro e non si sottraggano alle loro responsabilità. Se non ci fossero margini per arrivare ad accordi per un regolare inquadramento contrattuale, la Cgil aprirà vertenze diffuse nei confronti delle cooperative a sostegno dei lavoratori. Noi proponiamo di superare il sistema degli appalti attraverso l’attivazione di società gestite direttamente dagli enti pubblici». —