Dai corsi sportivi agli spettacoli, i circoli Arci possono ripartire

Il circolo Arci Pontorme (foto Carlo Sestini)

La presidente provinciale Chiara Salvadori: «La Regione Toscana ripara a una discriminazione contenuta nei decreti del governo che ci penalizzava»

EMPOLI. I circoli Arci dell’Empolese Valdelsa si preparano a ripartire con l’attività culturale. In seguito alle proteste degli scorsi giorni per il divieto imposto dal governo ai circoli ricreativi di organizzare iniziative istituzionali fino al 1° luglio, la Regione è intervenuta con un’ordinanza per cancellare quella che era stata definita da dirigenti e soci una vera e propria ingiustizia. Così da questo fine settimana anche all’interno delle case del popolo sarà possibile svolgere quelle attività che da decreto potevano già essere portate avanti in altri luoghi. Spettacoli, concerti, rappresentazioni teatrali. E ancora corsi sportivi e le attività in favore dei minori come centri giovani e doposcuola.

«Ancora una volta la Regione ripara ad una discriminazione contenuta nei decreti del governo – spiega Chiara Salvadori – nello scorso autunno ci era stata vietata ogni attività di somministrazione, mentre a bar e ristoranti era permesso l’asporto e le consegne a domicilio. Adesso, invece, era stato dato il via libera ad attività culturali e sportive, mantenendo il divieto di svolgere queste stesse iniziative ai circoli. Una cosa assurda perché si introduceva un discrimine non sulla base della tipologia di attività, ma sula base del soggetto che la organizzava. Grazie alla Regione possiamo ripartire con un mese di anticipo». Una possibilità non da poco, vista la crisi che attanaglia i settanta circoli dell’Empolese Valdelsa. Ma anche le necessità delle comunità che in molti casi vedono in questi luoghi gli unici riferimenti di socialità e di servizio.

«Il riconoscimento di questo ruolo purtroppo nell’ultimo anno di pandemia non c’è stato da parte del governo – continua Salvadori – sebbene le nostre strutture e i nostri volontari si siano messi a disposizione della collettività fin da subito per fare ciò che era necessario nelle fasi di emergenza, comprese le vaccinazioni. Senza considerare l’esclusione dai principali canali di ristoro e di finanziamento che in molti casi abbiamo subito e continuiamo a subire. Si tratta di tutte difficoltà aggiuntive rispetto ad un quadro estremamente complesso, che ha colpito tutti».

La Regione, dunque, è intervenuta con un’ordinanza per consentire anche ai circoli culturali, sociali e ricreativi a partire da subito - e quindi anticipando il via libera previsto dal primo di luglio - «gli spettacoli, le attività sportive e motorie, le attività corsistiche individuali e collettive, le attività ricreative ed educative, anche non formali, rivolte ai bambini e ai ragazzi al chiuso o all’aria aperta con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia». Tutte le iniziative che saranno organizzate da queste realtà dovranno attenersi completamente ai protocolli e alle norme previste dai decreti anche per gli altri soggetti. In ogni caso, ad oggi rimangono ancora non consentite altre attività molto diffuse nei circoli, come le tombole e i balli di gruppo. —