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Parte la mobilitazione per la piscina: manifestazione e firme alla Regione

A Empoli dopo la petizione con tremila firme, ecco cosa stanno pensando di fare utenti e società. Temono per l’attività da settembre

EMPOLI. Cresce il malcontento di società, atleti e utenti della piscina di Empoli.L’apertura dell’impianto, come ha confermato pochi giorni fa la società gestrice Aquatempra tramite il presidente Alessandro Manetti, avverrà il 26 giugno a causa della situazione finanziaria e delle necessità organizzative.

E niente, né le proteste delle ultime settimane né le condizioni climatiche favorevoli, potranno far cambiare idea al gestore. Da qui, per questo ritardo nell’ avvio di stagione, la protesta che da settimane stanno portando avanti gli utenti della piscina, privati e società sportive.


Ma ora le preoccupazioni di chi frequenta la piscina riguardano anche e soprattutto le prospettive dopo la stagione estiva. Per questo sono allo studio manifestazioni di protesta pubbliche che vedono coinvolti diversi soggetti.

Ci sono i tesserati dei corsi di nuoto e dei master della stessa Aquatempra, il gruppo di nuotatrici di Astro (che svolgono attività riabilitativa all’interno delle strutture del circondario), le famiglie dei ragazzi che fanno attività sportiva, gli atleti e le società: dall’Etruria Nuoto al Team Nuoto Toscana di Empoli, dal Nuoto sincronizzato all’Acquateam Nuoto Cuoio.

Proprio quest’ultima realtà ha promosso una raccolta firme per chiedere la riattivazione delle piscine del territorio al più presto. Una petizione che ha già raccolto tremila adesioni e che potrebbe essere inviata direttamente alla giunta regionale toscana.

«C’è un grande malumore che sta crescendo ogni giorno di più – afferma Giovanni Pistelli, presidente del Team Nuoto Toscana di Empoli – perché, al netto di questo incomprensibile ritardo nella riapertura delle vasche esterne, continuiamo ad avere risposte non esaustive sulle prospettive dopo la stagione estiva».

« Ci sono circa 400 atleti che gravitano sul territorio– va avanti Giovanni Pistelli – e che negli ultimi sette mesi sono stati costretti a spostarsi per tutta la Toscana per potersi allenare. Ci sono famiglie che hanno dovuto sostenere spese enormi per questo».

Il presidente conclude : « E poi ci sono società che sono distrutte, con i ragazzi dispersi e i soldi finiti. In questo contesto, di fronte alle nostre richieste di chiarimenti sulla prossima stagione sportiva a partire da settembre, assistiamo ad un continuo rimpallo tra gestore e amministrazioni».

Il principale nodo rimane economico. Aquatempra, infatti, ha denunciato una perdita di fatturato nel 2020 di oltre il 60% rispetto all’anno precedente, con una contrazione da oltre un milione di euro. I 44 dipendenti che operano negli impianti di Certaldo, Empoli e Fucecchio sono tutti in cassa integrazione da mesi. Mentre i costi di manutenzione e gestione sono in buona parte rimasti invariati.

«Per quanto riguarda quest’anno ormai la stagione è andata – prosegue il presidente Pistelli – tra l’altro per questa estate come società avevamo chiesto 142 ore settimanali per corsia per svolgere gli allenamenti e ce ne sono state accordate meno della metà. Detto questo, c’è bisogno di cominciare a guardare alla prossima stagione, ma per farlo è necessario sgombrare il campo dalle titubanze. Ci sono delle amministrazioni che sono proprietarie degli impianti e una società che si occupa della gestione».

« Se si crede che quello offerto dalle piscine comunali sia un servizio importante per la collettività non si possono addurre motivazioni economiche alla possibilità di svolgerlo – va avanti ancora Pistelli – In Toscana ci sono molti esempi di gestioni di impianti pubblici che hanno garantito aperture durante tutto l’autunno e l’inverno, spesso senza gravare sui bilanci comunali. Come hanno fatto loro? Di chi è il problema?».

La richiesta dei vari soggetti che fruiscono delle piscine del circondario è di avere spazi adeguati a partire da settembre. Che, a meno di nuove restrizioni, significa tenere tutti gli impianti aperti anche dopo l’estate.

Una rivendicazione che presto potrebbe trovare anche un momento di mobilitazione pubblica.