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Piscine mobili in giardino? Non con l’acqua pubblica

Contro lo svuotamento del fiume Pesa, troppi gli attingimenti. Bisogna utilizzare i pozzi privati. E ora partono i controlli

MONTELUPO. Il boom di piscine private svuota la Pesa e mette a rischio l’intero ecosistema fluviale. Così Regione, autorità idrica e amministrazioni rinnovano il divieto di riempimento con l’acqua pubblica e annunciano una campagna di controlli in vista dell’estate. A contribuire all’esplosione di questo fenomeno non sono solo le piscine interrate, che richiedono interventi e autorizzazione specifiche e che sono costose. Ma anche e soprattutto quelle smontabili, da porre fuori terra, molto più economiche . Strutture alla portata di tutti, facilmente reperibili in commercio, che negli ultimi anni hanno visto una diffusione enorme. Tanto da contribuire «in maniera significativa» ai sei milioni di metri cubi che ogni anno vengono prelevati dal torrente. A mettere in luce il problema è l’Osservatorio dei paesaggi fluviali, organo istituito dal contratto di fiume del torrente Pesa che è stato sottoscritto da 52 soggetti tra gestori del servizio idrico, autorità, amministrazioni comunali e associazioni. «Quella sull’impatto delle piscine sulla Pesa - spiega Lorenzo Nesi, assessore all’ambiente del Comune di Montelupo e membro dell’Osservatorio - è una discussione che è scaturita dalle indicazioni dell’Autorità idrica toscana, secondo la quale la diffusione di questi impianti e il loro riempimento illecito attraverso l’acquedotto comporta un prelievo consistente che è molto cresciuto negli ultimi anni. Di qui abbiamo pensato di lanciare una campagna di sensibilizzazione della popolazione e di vigilanza del rispetto di un divieto che già c’è, ma che evidentemente non viene adeguatamente rispettato».

Ogni anno, come accennato, dal torrente Pesa vengono prelevati per fini idropotabili circa sei milioni di metri cubi di acqua attraverso pozzi che la immettono nell’acquedotto pubblico. Per quanto riguarda l’Empolese Valdelsa, a usufruirne sono i comuni di Montelupo e Montespertoli - dai quali il torrente passa - quello di Capraia e Limite e in parte quello di Empoli. Il livello di sfruttamento è eccessivo e la riprova arriva dal prosciugamento del corso del torrente nei mesi estivi nella bassa valle. Le conseguenze di ciò non sono solo paesaggistiche, ma si ripercuotono sull’ecosistema fluviale e sulla biodiversità. Il rischio, sempre più pressante, è che si perdano specie animali che abitano il bacino della Pesa e che anche il patrimonio verde ne risenta, andando ad aggravare ulteriormente la tenuta idrogeologica delle aree affacciate sul torrente. Piccoli singoli comportamenti sbagliati, insomma, che rischiano di ripercuotersi pesantemente sull’ambiente e sulle persone.


«Purtroppo non c’è molta sensibilità da questo punto di vista - prosegue Nesi - e questo è un problema. Le norme prevedono che sia possibile riempire attraverso l’acquedotto le piscine ad uso pubblico (come quelle comunali o quelle di agriturismi e strutture ricettive in genere, nda) previo confronto con i gestori. Mentre quelle private possono essere riempite attingendo ad un pozzo privato oppure comperando l’acqua. Deve passare l’idea che i nostri comportamenti hanno delle conseguenze sull’ambiente e anche acquistare una piscina mobile da poche decine di euro comporta delle regole che devono essere rispettate. L’acqua delle piscine contiene sostanze inquinanti, a partire dal cloro, e non può essere sversata liberamente sui terreni». —