Piscina, in tremila chiedono la riapertura

L'Impianto riaprirà a fine giugno. Ma utenti e sportivi stanno protestando per questa decisione: <Da mesi abbiamo disagi, perché la ripartenza così tardi?>. Aquatempra non ha dato risposte

EMPOLI. Quasi tremila persone a sostegno della petizione lanciata da una società sportiva per la riapertura delle piscine del circondario Empolese Valdelsa. Non solo: sui social vengono diffusi video e richieste alle amministrazioni comunali. In sostanza il “riaprite prima possibile le piscine” è sempre più forte. Ma ancora le risposte non ci sono state.

Atleti e famiglie che frequentano la piscina comunale di Empoli lanciano un video sui social, con lo slogan “Salviamo le piscine”, in cui chiedono che l’impianto venga aperto prima della data fissata dal gestore Aquatempra per il 26 giugno prossimo. Mentre il presidente del Team Nuoto Toscana di Empoli, Giovanni Pistelli, chiede rassicurazioni sulle attività dopo l’estate.


Si allarga a macchia d’olio la protesta contro la decisione di posticipare di quasi un mese e mezzo rispetto ai tempi previsti dall’ultimo decreto la riapertura dell’impianto di via delle Olimpiadi.

La petizione lanciata su Change.org dalla Aquateam Nuoto Cuoio Asd, che fa attività in acqua per persone con disabilità tra Empoli e Fucecchio, ha già raggiunto 2.800 aderenti.

Un appello che la società guidata dal presidente Gianluca Drago ha intitolato “Una piscina per tornare a sognare” e che si rivolge direttamente ai gestori degli impianti, ai sindaci dei Comuni interessati e al presidente regionale Eugenio Giani.

«La nostra associazione è nata nel 2015 dalla volontà di alcuni tecnici ed istruttori – si legge nel testo – che, dopo le esperienze in piscina con persone con disabilità, si sono accorti che le attività ludiche in acqua cominciavano a stare strette a molti. La sfida è stata dare la possibilità a tutte le persone con disabilità di trovare la loro dimensione nel mondo dello sport».

«Ad oggi, però, tutte le piscine della nostra zona, gestite da Aquatempra, società partecipata dalle amministrazioni locali, – va avanti ancora il presidente Drago – sono e continuano ad essere chiuse. Perché, visto che altri impianti hanno continuato ad operare in sicurezza anche durante il lockdown? Da mesi ci alleniamo a Monsummano, un impianto molto lontano per atleti e famiglie».

E aggiunge: «Fino a quando riusciremo a resistere? Chiediamo alle istituzioni la disponibilità di una piscina vicina (Empoli o Fucecchio) che permetta ai nostri atleti di allenarsi con continuità e serietà, nel presente e nel futuro».

Un tentativo che era stato fatto già a novembre scorso, quando gli impianti del circondario Empolese Valdelsa vennero chiusi tutti a causa della seconda ondata di Covid. «Il territorio ha un bacino di circa quattrocento atleti – spiega Giovanni Pistelli, presidente del Team Nuoto Toscana di Empoli – chiedemmo di poter usare uno dei tre impianti per gli allenamenti, proponendo di pagare noi le spese vive. Ma ci fu negato, mentre nel frattempo altre piscine in Toscana sono rimaste sempre aperte per i tesserati».« Sono sette mesi che famiglie, atleti e operatori si spostano per allenarsi, macinando chilometri e spendendo tanti soldi – va avanti il presidente empolese – Adesso, oltre al disagio di dover attendere fine giugno per rivedere la piscina esterna di Empoli aperta, si sommano anche le incertezza da parte dell’amministrazione sulla riapertura di quella interna da settembre. E questo ci preoccupa molto perché rischia di scoraggiare famiglie e atleti». Intanto proprio dalle famiglie e dagli atleti della struttura di via delle Olimpiadi arriva un’ulteriore sollecitazione alle istituzioni.

Con l’hashtag #salviamolepiscine, lanciato anche da altre realtà italiane, è stato pubblicato un video in cui giovani nuotatori e i loro genitori - ormai esasperati dai mesi di chiusure e di spostamenti forzati - chiedono di riaprire la piscina di Empoli. —