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Medici di famiglia in panchina

Faranno solo dieci vaccinazioni alla settimana: «Un numero ridicolo»

EMPOLI. Nell’accelerare la vaccinazione contro il Covid-19, la Regione è pronta a mettere “in panchina” i medici di famiglia. Lo si evince dall’accordo che le organizzazioni sindacali hanno raggiunto con l’assessorato toscano alla sanità, il quale prevede infatti, dai primi di giugno, che ai medici di base vengano distribuite solo due fiale di Janssen alla settimana per un totale, quindi, di dieci persone potenzialmente trattabili, nella fascia che va dai 60 ai 79 anni. Dopo l’apertura dei nuovi centri vaccinali in via Leopoldo Giuntini a Empoli, al Palasport di Fucecchio e al centro polivalente “Antonino Caponnetto” di Certaldo, l’impressione è quella per cui la macchina sanitaria regionale intenda testare cosa accade con questi punti a regime per poi eventualmente far rientrare in lizza anche i medici di famiglia, i quali essendo convenzionati con l’Asl Toscana Centro e non dipendenti hanno un costo maggiore per il servizio sanitario. Al momento quindi c’è uno stop al progetto che invece i medici di base di Empoli stavano portando avanti, vale a dire quello di mettersi in rete per creare dei punti vaccinali a supporto di quelli “ufficiali” già citati.

Per questa operazione erano già stati trovati accordi con il centro Avis di via Guido Rossa a Serravalle e con il circolo Arci di Avane. La questione, comunque, non è stata ancora accantonata definitivamente. «A quanto sappiamo – spiega Antonio Fanciullacci, coordinatore della Casa della Salute di via San Mamante – a luglio dovrebbero tornarci a disposizione un certo quantitativo di flaconi di Pfizer in modo da poterli somministrare a tutte le fasce di età. La Regione non ha chiuso definitivamente le porte ai centri autorganizzati, ma dipende sempre dal numero delle dosi che ci vengono messe a disposizione. Viviamo alla giornata, sicuramente a giugno dieci persone a settimana da vaccinare per ogni medico di famiglia sono una cifra ridicola. Concentrare tutto sulle grandi strutture ha il rischio che poi, nel momento della difficoltà, a risolvere le criticità chiamano noi a supporto».


Domani mattina vari medici di famiglia si riuniranno per decidere quale posizione assumere di fronte a queste novità, sicuramente quello che emerge è che la volontà di aprire il loro centro resta ancora molto forte. «Stiamo ricevendo molte telefonate dai nostri assistiti – conclude Fanciullacci – che ci chiedono se, come e quando, potersi vaccinare con noi invece di andare nei grandi centri. Questo per vari motivi: da una parte c’è la fiducia riposta nel medico di famiglia, il quale conosce il paziente da vicino, dall’altra una celerità nello svolgere le pratiche. Quando si va al centro vaccinale la mole di documenti per la privacy e la certificazione dell’anamnesi è consistente, cosa che dal proprio medico godrebbe di una maggiore semplificazione». Secondo il monitoraggio di ieri da parte della Regione Toscana, l’area di Empoli, che corrisponde all’Empolese Valdelsa ma anche ai quattro comuni della Zona del Cuoio ex Asl 11, 32. 078 persone hanno completato il ciclo vaccinale e 28. 251 hanno avuto una dose dei sieri attualmente disponibili. –

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