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Travolta e uccisa a 19 anni, la procura ricorre in Appello: «Un errore l’assoluzione del camionista»

Sara Scimmi

Il caso di Sara Scimmi: ecco il ricorso presentato dalla pm Alessandra Falcone contro la sentenza che ha assolto l'autista

CASTELFIORENTINO. L’assoluzione Milko Morelli è il risultato di un “macroscopico travisamento della realtà emersa in sede processuale” da parte dei giudici. Lo scrive il pm Alessandra Falcone, nel ricorso presentato alla corte di appello di Firenze contro la sentenza che ha assolto «per non aver commesso il fatto» il camionista di Santa Maria a Monte accusato di omicidio colposo stradale per la morte di Sara Scimmi, la ragazza di 19 anni travolta e uccisa nella notte del 9 settembre 2018 a Castelfiorentino (Firenze) mentre camminava sulla strada regionale 429 dopo essere uscita da un locale. «La decisione assolutoria – sostiene il pm – in parte omette di valutare alcune risultanze dell’istruttoria dibattimentale, ed in altra parte le travisa».

Secondo la ricostruzione data dai giudici nelle motivazioni della loro decisione «Sarà era già morta quando fu travolta dall’autoarticolato». Una tesi a cui la pm si oppone fortemente nella richiesta di appello.


Per la procura, i giudici di primo grado si sono appoggiati a «formule ricostruttive non adeguatamente supportate dal materiale probatorio acquisito». «Anche se – si legge nella motivazione scritta dal giudice Gaetano Magnelli – la condotta dell’imputato è stata ricostruita in modo concreto e convincente, tuttavia è convinzione del collegio che manca la prova che Sara Scimmi fosse viva quando era distesa sull’asfalto, per cui tutta l’impalcatura accusatoria viene a cadere». Quelli proposti da accusa e dal tribunale insomma sono due scenari opposti, fondati su diverse letture delle consulenze medico legali agli atti del processo. Per la pm è molto probabile che Sarà fosse ancora viva quando fu travolta dal tir guidato da Morelli. Per i giudici invece è più verosimile che fosse già morta, dopo essere stata urtata alcuni secondi prima da un altro veicolo, un’auto non indentificata. Ad avvalorare questa tesi, il fatto che quando è stata investita la giovane sarebbe stata già distesa a terra. La tesi di un primo investimento mortale precedente a quello del tir viene però demolita dalla pm Falcone nel suo ricorso in cui chiede ai giudici di secondo grado di condannare Morelli. Nel farlo, la pm sottolinea come sul luogo dell’incidente non siano stati trovati segni di frenata di pneumatici diversi da quelli dell’autoarticolato, e neppure frammenti di carrozzeria che invece si sarebbero verosimilmente staccati da un’auto in caso di urto. Sul caso intanto torna a parlare anche la sorella di Sara, Giulia Scimmi, che chiede nuove indagini per fare chiarezza su cosa sia accaduto a Sara prima di essere investita dal camion: «Occorre capire - ha detto – anche quello che è successo prima dell’investimento, e su questo devono essere fatte indagini accurate. Ci sono molte cose, anche dei video, che non sono ancora state analizzate». Per la morte di Sara Scimmi era stato aperto inizialmente anche un fascicolo per omicidio volontario, poi archiviato dal gip su richiesta della procura. —

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