Contenuto riservato agli abbonati

Carotaggi sui terreni della 429 e controllo costante dei pozzi

Paolo Gaccione, membro dell’assemblea permanente “No Keu”, è intervenuto al circolo Sant’Andrea durante l’incontro fra esperti e cittadini (foto Carlo Sestini)

Gli esperti dell’assemblea permanente “No Keu” si sono confrontati coi cittadini. Una delle richieste ricorrenti è l’allacciamento con l’acquedotto comunale

EMPOLI. A quasi un mese dallo scoppio dell’inchiesta “Keu” i nodi da sciogliere rimangono ancora moltissimi. Specie per cittadini e residenti della 429, che ieri a Sant’Andrea si sono incontrati con un gruppo di tecnici - una decina di attivisti in tutto tra cui una biologa, un geologo, tecnici ambientali, esperti di processi di trattamento di rifiuti speciali e un avvocato - costituito in seno all’assemblea permanente “No Keu”. Un incontro che ha fatto emergere ancora molte preoccupazioni, di cui la stessa assemblea intende farsi portavoce. Carotaggi sui terreni lungo tutto il tracciato della 429, pozzi di ispezione e un calendario con un programma a lungo termine di controlli regolari delle acque. Oltre all’immediato allacciamento con l’acquedotto comunale delle abitazioni che ne sono sprovviste. I primi passi mossi dalle istituzioni e dalle autorità sono considerati un elemento positivo, necessario anche se - secondo molti - non tempestivo. Le verifiche sui pozzi privati dei residenti lungo il V lotto della 429 stanno andando avanti. Delle 50 messe in programma, le prime 22 hanno confermato l’assenza di contaminazioni.

Martedì, inoltre, ci sarà il sopralluogo del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale di Firenze su 200 metri di strada, a cui esponenti dell’assemblea e residenti chiedono di partecipare. «Le incognite sono ancora troppe – esordisce Tiberio Tanzini, coordinatore del gruppo tecnico – ancora non sappiamo precisamente di che tipo sono le sostanze inquinanti che sono state utilizzate illecitamente sulla 429 e non solo. Sappiamo che il rischio per la salute esiste e vogliamo risposte su questo: è necessario, intanto, allargare il piano di monitoraggio». Una valutazione in linea con le richieste avanzate dai cittadini. «I primi risultati dai pozzi sono positivi – spiega Dario Mandriani, residente in via Piangrande –- ma questo non cancella le nostre preoccupazioni perché viviamo con la paura che tra alcuni mesi la contaminazione possa esserci. Intanto continuiamo a chiedere l’allacciamento con l’acquedotto, come è stato promesso. E poi vogliamo un piano cadenzato di controlli sulle acque e sui terreni».

Altro punto, quest’ultimo, caldo. Perché l’esame di martedì su una piccola parte di strada, dove secondo l’inchiesta sarebbero state utilizzate le 8mila tonnellate di rifiuti tossici, non basta a chi a ridosso della nuova strada vive, coltiva, tiene animali. «Ho una piccola azienda agricola –- raconta Simone Alderighi – e questa situazione ha bloccato tutto. Chiediamo che ci siano analisi sui terreni con carotaggi lungo tutto il tratto della 429». Una richiesta condivisa anche da altri residenti dentro e fuori dal V lotto, come Sabrina Tempestini che si chiede «come mai all’aeroporto militare di Pisa sono già alle bonifiche e qui le prime analisi, solo su alcune porzioni, partono adesso?». O Rita Ricci, referente del comitato “429 Sicura”, che chiede che «anche gli altri lotti della strada siano messi sotto la lente delle autorità di controllo». Intanto a Empoli mercoledì si riuniranno le commissioni controllo e garanzia e ambiente con il commissario Annunziati e la sindaca Barnini. «Finalmente, dopo oltre venti giorni dalla richiesta che abbiamo fatto - dice Beatrice Cioni del gruppo consiliare Buongiorno Empoli, presente ieri – potremo confrontarci con le autorità». —

<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA