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Il “modello Empoli” vincente nel calcio come nelle aziende

Bagnoli (Sammontana): «Qui non ci si impoverisce con le multinazionali». Castellacci (Computer Gross): «Come il club crediamo nei giovani e nel territorio»

EMPOLI. Il successo dell’Empoli rappresenta la punta di un iceberg di un modello economico locale che, nonostante la crisi Covid, riesce a raccontare ancora storie di realtà capaci di resistere alle difficoltà. La provincia nell’era globale dà dimostrazione di farcela attraverso realtà imprenditoriali che rispetto ai competitori nazionali e internazionali hanno fatto della loro bandiera non solo la territorialità, ma anche il mantenimento in loco della proprietà tramite il passaggio generazionale. L’Empoli Calcio rientra in questo contesto in quanto la società azzurra di fatto rappresenta una vera e propria azienda e non il “divertimento” di un magnate straniero: recente è il caso del Como, tra l’altro calcisticamente gemellato con Empoli, tornato in serie B grazie anche all’investimento di due imprenditori indonesiani che detengono un patrimonio da 35 miliardi di dollari. Quando Fabrizio Corsi, dopo la partita di martedì, ha speso moltissime parole sul proprio settore giovanile, dà il senso di una società che vive investendo sul valore potenziale futuro dei contratti dei talenti, ricoprendo il ruolo di “serbatoio” dei grandi club e basando i propri bilanci sul frutto della propria attività, forte della guida trentennale della stessa famiglia. Che possano esistere fattori comuni in un “modello economico Empoli” lo pensano anche alcuni tra gli imprenditori più rappresentativi della città, vedendo un “filo rosso” che unisce queste esperienze.

sammontana


«Grande valore dell’Empolese – evidenzia Leonardo Bagnoli, amministratore delegato di Sammontana – è l’avere sempre contato su persone con idee e coraggio. Se in un luogo ci sono solo multinazionali estere, questo è destinato a impoverirsi. Servono imprenditori lungimiranti e proprietà capaci di investire qui». Questo anche reggendo l’urto della crisi: «Noi siamo stati duramente colpiti visto che i bar sono i nostri clienti diretti – conclude Bagnoli – in questi mesi potevamo tagliare dei costi, farlo però avrebbe significato trovarci a una ripartenza in maniera più lenta.

Nell’interesse di tutti, abbiamo attivato scelte per poter riprendere appena possibili i ritmi pre pandemia». Non è un caso che il logo Sammontana campeggi sulle maglie dell’Empoli Calcio come quello dello sponsor principale Computer Gross.

computer gross

« Computer Gross – commenta il presidente Paolo Castellacci – da oltre 20 anni è al fianco dell’Empoli FC in una collaborazione autentica e consolidata, nata dalla passione e dal forte senso di appartenenza ai colori della propria città. Parliamo di due assolute eccellenze che sebbene operino in settori completamente diversi, riescono a dar vita ad una collaborazione vera, concreta e di successo». «Quello che ci lega all’Empoli non è soltanto il rapporto di sponsorizzazione, ma la condivisione degli stessi principi etici e moral. Si tratta ormai di un legame che si è rafforzato e consolidato negli anni e che ci sta regalando tantissime soddisfazioni non ultima quella di una grande stagione che ci ha permesso di tornare in Serie A da protagonisti». Ma cosa possono avere in comune due mondi così differenti? Da una parte parliamo di calcio, dall’altra di informatica. «La risposta è che sono davvero tante le cose che ci tengono uniti, rendendoci sempre più simili. Il valore dei giovani, il senso di appartenenza e la grande passione per la nostra città. Computer Gross è sempre impegnata ad inserire all’interno della propria squadra tantissime figure giovani provenienti per la maggior parte dal territorio. Questo a testimonianza del forte attaccamento al territorio e dell’attenzione rivolta ai giovani. Stessa identica filosofia viene sposata e messa in campo dall’Empoli che da sempre ha scelto di scommettere ed investire sul proprio settore giovanile, che ad oggi è tra i più competitivi in Italia. Una scelta che sempre più spesso trova conferme, basti pensare che quest’anno l’Empoli ha vinto il campionato di Serie B con la squadra più giovane.

TESTI

Festeggia questa importante vetrina per l’economia empolese anche Rebecca Testi dell’omonima azienda di gioielli. «Le famiglie di imprenditori si conoscono tutte qui, siamo amici – commenta – c’è un clima diverso rispetto a quando incontri realtà di altri luoghi. L’industria familiare può sembrare svantaggiata rispetto alla multinazionale, ma ci sono dei vantaggi. Per esempio, come nel nostro caso, occupandoci a 360 gradi di tutto, dalla galvanica alla distribuzione, riusciamo ad avere una visione più ampia rispetto a determinati vertici aziendali chiamati a rivestire un unico ruolo importante». —

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