«Nelle case continue scosse», protesta per i lavori da finire

In via Lucchese sono stati fatti da tempo gli interventi per il passaggio della fibra. Ma ci sono avvallamenti, al passaggio dei mezzi «come se ci fosse sempre il terremoto»

EMPOLI. «Sembra un terremoto, l’altra sera ho chiamato i vicini perché sembrava proprio una scossa». E invece è solo l’asfalto della strada davanti a casa che cede, inesorabilmente, dopo i lavori non finiti per il passaggio della fibra ottica. I residenti di via Lucchese, a Empoli, dopo un anno e mezzo, non ne possono più: «Non solo siamo stati un anno e mezzo con i marciapiedi scarnificati, che nessuno veniva a ripristinare, ora ci ritroviamo anche con i lavori fatti male – spiega Simone Fontanelli, che si è attivato con tutti gli organi competenti – ho contattato il Comune di Empoli in prima battuta, e mi hanno detto che la strada è di proprietà della Città Metropolitana. Mi hanno comunque fatto inviare la documentazione all’Urp del Comune, e mi hanno detto che l’hanno trasmessa alla Metrocittà. Poi ho scoperto che la gestione però è della Global Service, e che i lavori li ha fatti Open Fiber. Ho chiamato tutti, e tutti mi hanno detto che avrebbero provato ad aiutarci. Sia il geometra del Comune che il dirigente dell’ufficio mobilità della Città Metropolitana, l’ingegner Carlo Ferrante, che mi ha spiegato tutto con tanta gentilezza. Gli unici che ci hanno veramente ascoltati. Purtroppo ad oggi non sono riuscito a risolvere niente».

Intanto, però, «qua la notte non si dorme – dice Adele Bacila – all’inizio era solo il salotto, ora anche in camera da letto, si sente vibrare tutta la casa». Il rumore è probabilmente causato dall’asfalto “a freddo”, che dovrebbe essere una soluzione temporanea prima della colata di bitume stabile, «invece – spiega Simone – si è avallato anche di cinque centimetri in certi punti. Se passa un motorino un po’ più veloce, ci si ritrova a una tragedia». Secondo le indagini dei residenti, dovrebbe essere Open Fiber a far ripristinare tre passaggi della fibra che sono ancora da sistemare. In alcuni punti, c’è ancora la malta rossa, ovvero provvisoria. «È la società che deve riparare la strada, sennò per me è un danno erariale, sono pronto a fare un esposto» tuona Fontanelli. Per i residenti, i disagi sono all’ordine del giorno: «Per fortuna ho il giardino e sento meno rumore – spiega Angela Franchini – ma è pericoloso. Le strisce non si vedono più, ora almeno hanno rimesso i marciapiedi, fino a un mese fa era tutta una pozzanghera, tutto bucato. Passeggini e carrozzine dovevano scendere perché era pericoloso». Alessandra Nacci invece abita proprio sopra la famiglia Fontanelli, al secondo piano, eppure «non sento nemmeno la televisione. Ci trema tutta la casa, anche quando siamo in camera, nonostante sia dall’altro lato. Ci trema il letto. L’altra notte – racconta – mi sono svegliata di soprassalto, ho chiamato Simone perché mi era sembrata davvero una scossa di terremoto, come quello che venne qualche anno fa. Lui ha controllato e non era un terremoto, si vede che è passato un mezzo più grande». In teoria, su via Lucchese, non dovrebbero passare camion o mezzi pesanti «ma a volte basta un furgone o una jeep, e il frastuono è insopportabile, oltre alle vibrazioni». Fontanelli e Bacila hanno anche paura che le vibrazioni possano danneggiare le abitazioni. «Ci sono delle crepe, che secondo me si sono formate dopo i lavori – dice Bacila – io abito a piano terra, non sento più la televisione e non si dorme più bene, non c’è pace». Il Comune di Empoli ha nominato un tecnico, secondo Fontanelli, «ma ha le mani legate, non può fare niente. Questa è stata una delle prime via a Empoli ad avere i lavori della fibra, ora tutte le altre sono sistemate e noi invece siamo in questa condizione da prima del Covid».


«Sono più di dieci anni che abito qui – spiega Nacci – ma un traffico così non si era mai visto. È vero che dopo la zona rossa e il lockdown forse non eravamo più abituati a sentir passare così tante auto, ma questi avvallamenti hanno amplificato il disagio del ritorno del traffico». In una conversazione con la il dirigente della Città Metropolitana, Fontanelli ha capito che se non si muove Open Fiber sarà difficile che altri enti possano intervenire: «La competenza è della ditta che ha fatto i lavori – conclude – se ci mette le mani qualcun altro poi ci sono dei problemi con le responsabilità Però noi non possiamo stare così, non dormiamo più».