Neppure un euro di aiuto, chiude ristorante

Empoli, il proprietario: «Ho aperto nel 2020 e per questo non ho avuto diritto a niente. Ma è giusto?»

EMPOLI. “Chiuso! Perché abbandonati”. I clienti è stato costretto a salutarli così, Paolo Francesca, ristoratore che nel gennaio dello scorso anno aveva aperto il ristorante pizzeria “La Saison” all’angolo tra via Bardini e piazza Gramsci, a Empoli.

Un messaggio molto chiaro esposto sulla porta di accesso del locale, sopra il quale campeggia il cartello “Vendesi attività”. «Non potevamo andare avanti con questo locale – spiega il ristoratore – perché ormai le spese avevano di gran lunga superato le entrate. Nell’ultimo anno e mezzo mi sono indebitato per pagare affitto, utenze e tasse che hanno continuato a pendere nonostante la pandemia e le chiusure che ci sono state imposte. Praticamente da quando abbiamo aperto siamo riusciti a lavorare solo quattro mesi».


Paolo Francesca, sette anni fa, era partito con un altro ristorante pizzeria nel comune di Montespertoli, “I Locandieri”, insieme alla famiglia. Poi all’inizio del 2020 aveva deciso di rilevare anche un’altra attività a due passi dal centro storico di Empoli. La scelta era ricaduta su un locale conosciuto, affacciato su piazza Gramsci, “La Saison” appunto.

Mai avrebbe immaginato quello che sarebbe accaduto di lì a poche settimane. «Avevo fatto degli investimenti perché credevo in questa nuova apertura – prosegue – ma con il primo lockdown non mi sono scoraggiato. Durante la scorsa estate eravamo riusciti a lavorare, ampliando i tavolini all’esterno grazie alla concessione di suolo pubblico da parte del Comune. Poi però dalla fine di ottobre scorso è cominciato un altro incubo, ancora più nero. Con alle spalle le difficoltà della primavera, è arrivata una nuova batosta: chiusi, ma con le spese che non sono state minimamente ritoccate».

Per di più, al danno si è sommata la beffa. Tanto che dall’inizio dell’emergenza Paolo Francesca non ha ricevuto un euro di ristori per il ristorante empolese. «Avendo aperto all’inizio del 2020 – spiega – non avevo uno storico dell’anno precedente e quindi non ho potuto accedere ai contributi a fondo perduto stanziati a più riprese nell’ultimo anno. Questi, infatti, sono calcolati sulla base della perdita di fatturato tra il 2019 e l’anno successivo e io sono rimasto tagliato fuori. Questa cosa è accaduta anche ad altri colleghi e credo sia inaccettabile. Mi sento abbandonato da chi, invece, avrebbe potuto e dovuto sostenerci nel momento in cui ci venivano imposte le restrizioni e le chiusure».

La decisione di gettare la spugna e mettere in vendita “La Saison” è arrivata pochi giorni fa, senza nemmeno attendere l’allentamento delle norme introdotte a partire da questa settimana.

«Non siamo di fronte ad una riapertura, ma solo ad un contentino per placare le proteste che stavano montando nelle scorse settimane. Riaprire in queste condizioni, specie per chi come noi aveva poco spazio all’aperto, sarebbe significato buttare via altri soldi. Sono troppe le variabili: se fa freddo o piove la gente non viene, ma noi comunque dobbiamo fare la spesa e pagare i dipendenti che lavorano. E poi a fronte di un numero ridotto di posti a sedere. Senza contare il coprifuoco alle 22, che di fatto rende il servizio serale dimezzato». —