Muore Giuntoli, una vita tra azienda e calcio

Giocatore del Fucecchio e imprenditore. Aveva avuto due dosi di vaccino, la seconda una settimana prima dei sintomi

CERRETO GUIDI. A Poggio Tempesti era tornato a vivere agli inizi degli anni Novanta, poi da tre anni si era trasferito in via Dante Aligheri, a Cerreto, dopo aver lavorato per una vita a Fucecchio dove aveva anche giocato a calcio nella squadra locale come portiere. Furio Giuntoli, 82 anni, è deceduto sabato all’ospedale di Empoli, dove era stato ricoverato per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute dovute al Covid. L’anziano aveva iniziato ad accusare i primi sintomi il sabato dopo Pasqua (10 aprile), mentre il 2 aprile aveva ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer.

Destino ha voluto che probabilmente si contagiasse poco prima che – a stare alle risposte che dà l’Aifa sul proprio sito – il vaccino gli garantisse una completa copertura salvavita. L’anziano infatti è venuto in contatto nei giorni precedenti e anche successivi alla somministrazione della seconda dose (e quindi fino a poco prima dei primi sintomi) con una persona (non un familiare) che poi è finita in ospedale con il Covid.


Furio era un grandissimo tifoso della Juventus e della Ferrari, uomo buono che ha lasciato la moglie Loredana anch’essa ricoverata, ma al San Pietro Igneo di Fucecchio, per lo stesso motivo. L’anziano lascia poi le figlie Monica e Cinzia e due nipoti, oltre a tutte quelle persone che negli anni avevano potuto conoscerlo ed apprezzarlo.

Giuntoli era originario di Castagneto Carducci; si spostò a Fucecchio nel 1961 con la moglie – nativa di Pomarance – proprio perché sarebbe andato ad indossare la maglia della squadra locale. Dopo aver avuto un calzaturificio, si è realizzato professionalmente aprendo la “Tre A Pavimenti”, negozio specializzato nella vendita di mattonelle sulla strada fra Fucecchio e Santa Croce sull’Arno. Dal 1993 era andato a vivere – sempre con la moglie Loredana – a Cerreto Guidi (per la precisione sulle colline di Poggio Tempesti e poi in contrada Caracosta), dov’è rimasto fin quando si è ammalato.

L’uomo è stato prima seguito a casa dall’Usca, almeno fin quando le sue condizioni sono state accettabili. Purtroppo però domenica scorsa le sue condizioni si sono aggravate ed è stato portato in ospedale a Empoli, dove si è spento sabato nemmeno sei giorni dopo il ricovero. Può capitare di infettarsi tra la prima e la seconda dose, senza che il vaccino riesca a fare il proprio corso (episodi del genere sono avvenuti ad esempio nelle Rsa, dove la vaccinazione è partita subito insieme a quella del personale sanitario a gennaio).

La moglie di Furio – 78enne, quindi non ultraottantenne – ha invece ricevuto una singola dose del vaccino Moderna e non versa in pericolo di vita.

Alla famiglia Giuntoli rimane il dolore di aver visto cadere in pochi giorni il proprio pilastro: padre, marito, nonno, zio e molto altro ancora. Un uomo in ottime condizioni, che non aveva mai avuto particolari problemi di salute e che purtroppo però non è riuscito a parare il tiro più difficile della sua vita. La famiglia non ha potuto stringersi attorno a lui per l’ultimo saluto, ulteriore dramma figlio del Covid, visto che al dolore di chi si trova in ospedale c’è quello di chi non può far niente ma deve stare a casa, sperando che l’incubo finisca presto.

La sua scomparsa ha destato particolare cordoglio sia a Cerreto Guidi che a Fucecchio, le sue due “case”. —