Parte l’ispezione del Comune nella ex scuola diventata discarica

Empoli, Pavese (Fratelli d’Italia): «Ci vuole una bonifica al più presto inaccettabile che un bene pubblico venga ridotto così»

EMPOLI. «È inaccettabile che la ex scuola sia ridotta a una discarica». È la reazione unanime della politica empolese. Dopo la denuncia per l’immobile di proprietà del Comune a Villanuova apparsa ieri sulle pagine de Il Tirreno, sia l’opposizione che la maggioranza al governo dell’amministrazione hanno sottolineato la gravità della situazione. Dal Comune, inoltre, fanno sapere che verrà fatto un controllo. E che solo due anni fa, in occasione delle elezioni amministrative, la ex scuola di Villanuova era stata utilizzata come seggio elettorale, e che «il piazzale non era assolutamente ridotto in queste condizioni». Ovvero, il piazzale retrostante la ex scuola ridotto a una discarica, con una distesa di sacchi neri colmi di materiale sconosciuto, tantissime bottiglie di plastica e taniche di olio vuote, batterie per auto, e mezzi di trasporto anch’essi abbandonati (almeno un paio di vetture e un furgone). Anche la ex fabbrica adiacente è stata invasa dalla spazzatura, e come spesso accade, la situazione è degenerata con l’abbandono di sacchi e materiali da parte di cittadini irresponsabili nella zona subito oltre i cancelli e le reti che delimitano la proprietà. Infatti, anche all’esterno della ex scuola e del rudere industriale, si trovane scheletri di auto abbandonate e sacchi neri sparsi.

L’assessore all’ambiente, Massimo Marconcini, ribadisce che saranno «al più presto avviate delle verifiche, anche sui mezzi abbandonati, per accertare le responsabilità».


L’opposizione invece risponde con le carte: «Non è accettabile che tutta quella zona di Villanuova sia ridotta a discarica – spiega il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Federico Pavese – ci sono giunte segnalazioni da alcuni residenti, e con i colleghi Simona Di Rosa e Andrea Poggianti presenteremo un’interrogazione al Comune di Empoli per avere spiegazioni, ma soprattutto per sollecitare un intervento di bonifica e smaltimento». Inoltre, i consiglieri d’opposizione vanno all’attacco della concessione della ex scuola: «Valuteremo seriamente un accesso agli atti – replica Pavese – per avere un quadro completo della situazione e capire come, ad oggi, è gestito un immobile pubblico strategico come quello dell’ex plesso scolastico di Villanuova».

L’immobile era stato concesso ad uso gratuito alla cooperativa Mimosa che ha cessato l’attività a dicembre scorso, chiudendo la partita Iva, e i consiglieri di Fratelli d’Italia vogliono vederci chiaro.

Dal Comune di Empoli però fanno sapere di avere in corso “progetti decisionali” per il futuro della ex scuola, progetti di valorizzazione e recupero strategici per la zona. Ma la polemica non si placa: «Ora il mantra dei nostri amministratori di maggioranza è la cosiddetta transizione ecologica, una società futura sempre più green, supportata da azioni pubbliche in tal senso. Iniziare ad avere un controllo puntuale del proprio territorio e degli abusi ambientali che vengono commessi, sarebbe già un primo passo importante» dice sempre Pavese, alla luce anche dell’intervento della sindaca Brenda Barnini al convegno o line “Restart Toscana. Sfide e priorità per il rilancio dell’economia regionale”, appuntamento in cui il primo cittadino ha ribadito proprio l’importanza del riciclo e del riuso di plastica e carta: «Ad Empoli – ha spiegato la sindaca Brenda Barnini al convegno – ad oggi viene riutilizzato tutto il vetro raccolto in Toscana, 120mila tonnellate, dall’unica vetreria industriale presente, un’operazione virtuosa che vede coinvolti pubblico e privato, la società Alia e un privato. Sempre nel nostro territorio vengono raccolte e riciclate 90mila tonnellate di carta da un’altra realtà produttiva. Ad Empoli è presente il più grande sito di Information technology toscano, Gruppo Sesa. Questo per dire come la connessione digitale e la transizione ecologica siano parte concreta dell’amministrare quotidiano. E ci sia la necessità di far sviluppare tutti questi settori con il minimo impatto ambientale possibile». —

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