Una città senza amianto. L’anno zero è già cominciato

Cominciata la demolizione del capannone del Turbone (foto Carlo Sestini)

Montelupo Fiorentino, pochi giorni fa aperto il cantiere per la demolizione del capannone del Turbone.
Passi avanti anche negli interventi per la riduzione dei consumi energetici

MONTELUPO FIORENTINO. Una città senza amianto, più efficiente e riqualificata. Potrebbe sembrare solo uno spot, ma in realtà a Montelupo la direzione è tracciata. Pochi giorni fa è stato aperto il cantiere per la demolizione del capannone industriale del Turbone, l’ultimo edificio di proprietà pubblica dove era rimasto amianto da rimuovere. Ma anche sul fronte dei privati le bonifiche stanno andando avanti: la più importante riguarda l’area delle ex Ceramiche Flavia. Quest’anno, poi, dovrebbero partire gli interventi di efficientamento del Museo della ceramica e della biblioteca, mentre vanno avanti i lavori di sostituzione dei vecchi impianti di illuminazione pubblica con dispositivi di nuova generazione, che faranno risparmiare 112mila kw all’anno. Intanto, sempre nel corso del 2021, dovrebbe ripartire il cantiere nell’area dell’ex fornace di Samminiatello, dove la nuova proprietà concluderà la realizzazione di un complesso residenziale rimasto incompleto per anni.
«Il lavoro portato avanti per l’eliminazione dell’amianto da tutti gli edifici pubblici del comune è stato importante - spiega Lorenzo Nesi, assessore all’ambiente di Montelupo - e con l’intervento del Turbone è praticamente concluso. Questo ci permetterà anche di rinaturalizzare un’area a ridosso del fiume Pesa, un altro grande obiettivo che rientra nel progetto di riduzione del rischio idrogeologico. Ma siamo anche impegnati al massimo per agevolare le bonifiche nei molti impianti produttivi privati, presenti in particolare modo tra Camaioni e Samminiatello». La rimozione dell’amianto, tuttavia, non è l’unico fronte aperto. «Abbiamo posto particolare attenzione al tema della riduzione dei consumi energetici - prosegue - e in nove anni siamo passati da un consumo di quasi due milioni di kw per l’illuminazione pubblica a meno di un milione. L’intervento sul palazzo comunale, inoltre, ci ha permesso di rendere questo edificio all’avanguardia e lo stesso è accaduto per la nuova scuola Hack. Adesso toccherà al Mab, mentre abbiamo avviato una valutazione per efficientare gli impianti sportivi comunali».
Proprio in questi giorni è in corso la demolizione del capannone industriale nella frazione di Turbone, dove è presente una copertura in eternit. Un vecchio edificio degli anni ’50, di proprietà della Città metropolitana, inizialmente adibito a cantiere per rifornimento di pietrisco, attualmente in stato di abbandono e fortemente deteriorato. L’intervento ha un costo complessivo di 180mila euro e i lavori termineranno a fine giugno. Dopo la bonifica alla palestra della scuola Baccio, è l’ultimo intervento di rimozione di amianto su edifici pubblici a Montelupo.

L’amianto è ancora presente in molte ex industrie ceramiche e vetrarie, specie tra Samminiatello e Camaioni. Intanto nella ex Flavia di via Gramsci un accordo con Colorobbia, attuale proprietaria dell’area, garantirà la totale bonifica da amianto.
Nel corso dell’anno saranno sostituiti i vecchi impianti di illuminazione pubblici con dispositivi a led nel centro urbano lungo la riva sinistra della Pesa, nelle frazioni di Erta, Ambrogiana e San Quirico e nelle aree produttive di Pratella e Castellucci. Inoltre, sarà sostituita l’illuminazione interna del Mab con impianti di ultima generazione. Sugli impianti sportivi (Castellani, Graziani e Turbone, palasport e campo da rugby di Fibbiana) sono in corso valutazioni con le società concessionarie per avviare lavori di efficientamento energetico delle strutture.
Con il progetto di “contrasto alla città incompiuta” l’amministrazione è in campo per agevolare il passaggio di proprietà e la riqualificazione di zone abbandonate della città. L’accordo che ha portato l’area ex Tonio ad essere trasformata in polo commerciale è uno dei più rilevanti. A breve - grazie all’acquisizione all’asta del lotto da parte di un nuovo proprietario - dovrebbero ripartire i lavori sul complesso residenziale nell’ex fornace di Samminiatello, iniziati e poi abbandonati a causa di un fallimento. —
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