Barista si inginocchia in piazza e piange davanti ai poliziotti: «Ho perso tutto, non posso nemmeno fare la spesa» - Video

Chiara Dalmazio che si inginocchia per chiedere un aiuto alla manifestazione a Roma e vicino ad altri manifestanti (foto da Facebook)

Una donna empolese di 51 anni alla manifestazione di Roma racconta la sua drammatica situazione: «Avevo due bar e adesso mi hanno pagato anche il viaggio per venire qui»

EMPOLI. «Ho chiuso due bar, ho dovuto mandare via una decina di dipendenti. E ora non riesco più a fare la spesa. Qui, a Roma, sono venuta perché alcuni amici mi hanno pagato il viaggio».

51 anni, gestiva il bar alla piscina di Empoli e l’ex bar Centrale a Cerreto Guidi è così disperata che piange e si inginocchia di fronte alla polizia. Siamo alla manifestazione a Roma a cui hanno partecipato tanti ristoratori dell’Empolese Valdelsa. Migliaia di imprenditori e lavoratori nel settore del commercio che da un anno non lavorano o lavorano a singhiozzo.

Il grido di Chiara Dalmazio, per ore è stato: «Aiutateci, così non possiamo andare avanti, io ho perso tutto, ho solo ottanta euro in tasca» . E racconta anche di aver minacciato gesti estremi.

Barista empolese in ginocchio in piazza: "Avevo due bar, ora sono disperata. Vi prego, aiutateci"

Anche a Roma, come ha fatto in altre manifestazione negli ultimi mesi, racconta la sua storia: «Mi hanno dato il bar della piscina a Empoli con sei mesi di ritardo – racconta l’imprenditrice – poi è arrivato il Covid e non potevo pagare l’affitto, ho chiesto alla sindaca Brenda Barnini di ricevermi per spiegarle le difficoltà che c’erano, che il locale mi era stato dato in grande ritardo e per questo avevo avuto una perdita di centomila euro. Poi hanno annullato il bando perché non ho pagato due mesi di affitto. Ho preferito saldare i fornitori e pagare i dipendenti. Ma, nonostante che io abbai cercato di contattare il Comune, nessuno mi ha risposto e mi hanno mandato una pec: siccome ero in ritardo di due mesi mi hanno annullato il bando, non mi sono venuti incontro per niente».

E la commerciante continua: «Il problema era che invece di 800 persone ne venivano in media 130. E mi togli il bar? Come facevo a pagare l’affitto? ».

«Ho riscosso anche solo 26 euro dalla mattina alla sera. Mi dicevano: “Se la gente non viene nel bar, fatti una domanda e datti una risposta”. Invece c’era il Covid, i corsi non c’erano e neppure le gare. Solo spese. Io avevo un gioiellino, mi hanno mandato via per due mesi d’affitto in pandemia. Avevo delle regole da rispettare e le ho rispettate fino all’ultimo adeguando il locale per la sicurezza». E riprende: «La sindaca poteva aiutarmi, mi aspettavo che venisse a dirmi “si riparte tutti insieme, forza”. Invece niente».

Ristori? Chiara Dalmazio dice di averne visti pochissimi. «Mi sono arrivati due volte 600 euro e nel 2020 2. 300 euro a Natale. In un anno 3. 400 euro. Come faccio ad andare avanti con queste poche risorse? Io ora sono disperata e alcuni amici che mi hanno portato qui a Roma, hanno fatto una raccolta fondi per aprire un ristorante dove io posso lavorare. Io ho cercato anche di farla finita, ma non ho avuto il coraggio».

L’imprenditrice continua: «Qualcuno lassù c’è e ci deve aiutare, noi non siamo cattivi siamo solo disperati. Ringrazio di non avere figlioli a casa perché non saprei dirgli che non ho più soldi. Io ho solo 80 euro in tasca, non ho altro, gli unici soldi che ho sono questi. Oggi mi hanno chiamato quattro volte per una bolletta del bar delle piscine a Empoli, un recupero crediti. Ma sono stata anche protestata e non posso avere più prestiti».

L’unica energia che le è rimasta è quella di urlare la sua disperazione. E ieri a Roma lo ha fatto per ore e ore insieme a tanti altri imprenditori come lei. E alla fine si è inginocchiata di fronte agli agenti. «Non mi vergogno di aver fatto questo gesto di fronte a tutta l’Italia – ha detto ancora Chiara Dalmazio – perché io il coraggio di farlo lo ho ancora. Altri non lo hanno, ci costringono a tutto questo». –



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