Il coraggio di una giovane coppia: riaprono uno storico bar

Lui carrozziere, lei aveva già lavorato nel settore: «Non possiamo fermarci, è il momento di osare»

CERTALDO. Una scommessa contro le difficoltà e la voglia di far ripartire uno dei bar storici di Certaldo che qualche mese fa aveva chiuso i battenti. Una giovane coppia ha riacceso i riflettori sul bar Diana di via Benozzo Gozzoli, attività presente da oltre cinquanta anni nel paese di Boccaccio.

Lui, titolare di una carrozzeria al Bassetto, lei invece già esperta nel campo della ristorazione. Si tratta di Pierluigi Concilio, 38 anni e Giulia Fortini, 35 anni. Sono loro i volti della riapertura che è avvenuta pochi mesi dopo la chiusura di questo storico bar che aprì per la prima volta le sue porte nel 1974.


Il bar Diana adesso ha cambiato nome, si chiama PG, le iniziali sono quelle di Pierluigi e Giulia. «Sappiamo tutti però che questo bar nella mente dei certaldesi sarà sempre Diana ma questa è un’altra storia" spiega Pierluigi consapevole di quanti affetti e ricordi ci siano intorno a questo locale.

Qualche giorno fa è cominciata la nuova avventura di questa coppia nel locale dotato di molto spazio anche all’aperto. «Noi non possiamo fermarci e vogliamo essere un esempio in questo momento – hanno raccontato – Noi speriamo e pensiamo che questa situazione possa gradualmente volgere al termine e desideriamo farci trovar pronti. Restare fermi non serve a nulla, è il momento di osare».

Pierluigi, originario di San Miniato, adesso, ha due lavori, ma lui non si preoccupa di questo e quando si immagina dietro al bancone del bar lo vede “come uno svago”. La sua prima attività è iniziata nel 2014 e in quell’anno ha conosciuto la sua compagna, Giulia, che già aveva lavorato nel campo della ristorazione e dei locali, dal bar Solferino fino al Forno Moderno. «Mi sono semplicemente posta l’obiettivo assieme al mio compagno di provarci – ha spiegato – e questa avventura è un grande stimolo per noi». L’idea per dare le gambe a questo percorso è quello di rivoluzionare lo spazio adiacente al bar che ha permesso di scrivere pagine di socialità importanti non solo per il quartiere, ma per un intero paese. «Il primo punto è quello di andare d’accordo con i residenti, perchè ci troviamo in una zona abitata – spiegano insieme – Punteremo su aperitivi, apericene e colazioni, musica con qualche cover band ma i nostri orari saranno rispettosi di chi vive attorno».

Quando la situazione pandemica lo permetterà daranno il via a progetti per dare nuova vita agli spazi retrostanti che in passato, fra balli e qualche partita con le bocce, hanno consegnato ricordi indelebili ai certaldesi. La storia del bar Diana era partita nel 1974 con Marino Pagnanelli e Silvana Travaglia. «Non c’era niente in questi locali – ricorda l’ex gestore che adesso si divide fra il lavoro di ristoratore e installazione di pavimenti, assieme al figlio– Feci l’intonaco e pavimentai lo spazio dell’intero condominio. Queste stanze erano vuote e decisi di lanciarmi nella sfida del locale. Mi ricordo che le licenze allora erano vincolate e per aprire il bar Diana sborsammo tre milioni di lire per acquistarla da Antonio Bettarini che aveva un negozio di alimentari. Creammo il pallaio, c’era la sala per giocare a carte, il biliardo e anche la pizzeria. Scelsi il nome del bar Diana, perché allora era un luogo frequentato da molti cacciatori. Restai fino al 1978, dopo detti vita al Typical, un altro locale storico di Certaldo, ma questa è un’altra storia e sono ben contento che il Diana prosegua il suo percorso con i due giovani ».

Percorsi che si intrecciano ma che vedono ancora una volta la sensibilità di una comunità sempre vicina ai locali storici.

All’inaugurazione del nuovo bar Diana, ora PG, nel rispetto delle norme Covid, hanno partecipato in tanti, segno tangibile del desiderio di tornare a vivere e ritornare in questo storico locale.