Chiudono due negozi storici del “giro” di Empoli

Una via del centro di Empoli con i negozi chiusi e fondi sfitti

E la libreria S. Paolo passa di mano, dalla Misericordia a una coop

EMPOLI. «Sicuramente c’è un mancato ricambio generazionale per le tante attività del centro storico, ma il 2021, come purtroppo ci aspettavamo, sarà sicuramente peggiore del 2020». Gianluca D’Alessio, responsabile di Confesercenti per l’area Empolese Valdelsa, traccia un quadro poco speranzoso per la ripresa economica del cosiddetto “giro” di Empoli. E ci sono già due attività storiche che hanno chiuso i battenti in questi ultimi mesi.

«Praticamente quest’anno non siamo mai stati tutti aperti – dice D’Alessio – e chi magari era in pensione ma continuava a lavorare ha deciso di smettere. In sostanza non se la sentono più di andare avanti. Le chiusure date dalle difficoltà economiche ancora non ci sono state, ma arriveranno presto».


Intanto, in centro, i settori più colpiti sono evidenti: in pochi mesi, come anticipato all’inizio, hanno abbassato per sempre la saracinesca due gioiellerie storiche – Martini in via del Gelsomino e Santini in piazza della Vittoria (da non confondere con Santini in piazza Farinata degli Uberti che invece resta aperto ndr) – e anche ristoranti importanti.

«Anche se c’è un ricambio di attività, sono tutte più sul tipo “mordi e fuggi” – spiega D’Alessio – Come nel caso della ristorazione: chiude un ristorante di prestigio e al suo posto riapre magari una paninoteca, di conseguenza non è lo stesso servizio».

Ma questo è collegato anche alle gioiellerie: «Il settore dei beni di lusso risente del calo del potere di acquisto, e della percezione del futuro che è cambiata. Così come la moda: manca la socialità, mancano occasioni, le cerimonie (matrimoni, comunioni e cresime) che erano un grande traino per il settore dell’ abbigliamento e degli accessori. Non c’è prospettiva, non si sa quando ripartiranno».

Sempre nel “giro” un’altra attività conosciuta, la libreria San Paolo, ha sospeso l’attività ma non chiuderà, come conferma il direttore della Misericordia di Empoli, Fabrizio Sestini: «Abbiamo fatto di tutto per mantenerla, e siamo riusciti a trovare una cooperativa del territorio che riaprirà la libreria a breve. Adesso ci sono dei lavori di ristrutturazione».

Le librerie, tra l’altro, sono considerate attività essenziali e hanno la possibilità di restare aperte anche in zona rossa.

Altri settori molto in difficoltà sono ovviamente quelli del turismo: «Si parla sempre del turismo con i turisti che arrivano – spiega ancora D’Alessio – ma non ci sono solo i mancati arrivi, ma pure le mancate partenze, che mettono in crisi tour operator e agenzie di viaggi». E anche su questo versante ci sono decine e decine di attività sull’orlo della chiusura.

L’unico settore che per ora regge è quello alimentare, con la riscoperta del piccolo negozio sotto casa dovuta anche alle chiusure e all’impossibilità di spostarsi, mentre per pizzerie e ristoranti che hanno avviato il servizio di asporto si percepisce comunque difficoltà. «Qui non ci sono i numeri delle grandi città, quindi i servizi di consegne che si sono molto sviluppati in questo ultimo anno non hanno interesse a conquistarsi la piazza». «Le app – conclude D'Alessio – non hanno preso piede, gli esercenti si sono organizzati in autonomia per le consegne, anche per risparmiare». —

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