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Contagi alti, si resta in rosso

La Confesercenti Empolese Valdelsa: «Le nostre imprese in ginocchio»


EMPOLI. La Toscana va in “zona arancione” Covid e l’Empolese Valdelsa resta “rosso” anche di rabbia, considerate le ire del mondo economico di fronte alla scelta attuata ieri dalla Regione e concordata con i sindaci della zona. Ieri come sarebbe andata a finire lo si era capito in tarda mattinata, anche se la conferma è giunta soltanto in serata. Il presidente della Regione Eugenio Giani, in diretta televisiva, aveva già detto che alcune zone, quelle con il tasso di contagio superiore al valore di 250 ogni 100mila abitanti, sarebbero rimaste sotto un regime di massima allerta. Numeri alla mano, l’Empolese Valdelsa rientrava nel novero di queste, dato che nei sette giorni che vengono presi in esame, ovvero da sabato scorso fino a ieri, si registrava negli undici comuni un tasso medio di 309, ben oltre quindi il valore di soglia. Quando intorno alle 17 di ieri pomeriggio è iniziata la riunione tra Giani e i sindaci della zona, non restava altro che prendere atto di questo dato. Guardando i singoli territori, soltanto Vinci e Montespertoli non erano arrivati a quota 250. Tutto questo è accaduto in una settimana dove tra l'altro i numeri sono stati “viziati” dalle festività pasquali, giorni in cui il numero di tamponi eseguiti è stato pressoché ridotto e, di conseguenza, è calato anche il numero di casi accertati. Ieri ne sono stati registrati in tutto 62, di cui 20 a Empoli, nove a Fucecchio, otto a Vinci, sette a Montespertoli, sei a Montelupo Fiorentino, quattro a Castelfiorentino, tre a testa a Cerreto Guidi e Capraia e Limite, due infine a Certaldo. Non sono stati segnalati invece nuovi decessi se non l'ufficialità di uno avvenuto lo scorso gennaio, riguardante un 92enne di Gambassi Terme, Denio Taddei, morto a Siena. Con la decisione intrapresa ieri dunque, l'Empolese Valdelsa affronterà un'altra settimana di massime restrizioni che comprendono, tra le altre, il solo asporto nei locali, lo spostamento fuori dal proprio comune solo per stato di necessità o lavoro, la chiusura di molte attività economiche definite “servizi non essenziali”. È proprio per questo motivo che Confesercenti Empolese Valdelsa, già ieri pomeriggio, aveva voluto far sentire la propria voce anticipando la decisione ufficiale. «Un territorio che rischia di essere messo definitivamente in ginocchio – fanno sapere in una nota i referenti dell'associazione di categoria – viviamo una situazione surreale, aggravata dal fatto che nella nostra zona siamo rossi già con settimana di anticipo rispetto al resto della Regione». Nei giorni passati Confesercenti aveva scritto una propria lettera alla giunta regionale e alle istituzioni locali. «A oggi, nonostante le ripetute sollecitazioni, non abbiamo ricevuto alcuna risposta dall'assessore Leonardo Marras – continuano i referenti dell’associazione – dispiace constatare che non c’è il minimo interesse verso le nostre difficoltà, avevamo chiesto poche cose, in maniera rispettosa e con l’atteggiamento più costruttivo possibile. Servono azioni concrete e tempestive che possono essere messe in campo solo a livello regionale: date certe per la riapertura immediata di tutte le attività in grado di rispettare i protocolli, sostegni mirati alle zone rosse locali, condivisione dei posti letto negli ospedali a livello regionale». Gli esercenti annunciano così di volere andare direttamente nei prossimi giorni a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della Regione, per portare personalmente le proprie rimostranze. —

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