Reddito d’emergenza per tre mesi alle famiglie in difficoltà e ai disoccupati

Da mercoledì 7 aprile le domande all’Inps. L’Inca Cgil: «Già decine e decine le chiamate, lo scorso anno furono oltre 500 le richieste»  

EMPOLI. Decine e decine le telefonate al patronato Inca-Cgil di Empoli alla vigilia della riapertura delle domande per il reddito di emergenza sul portale dell’Inps, destinato alle famiglie maggiormente colpite dalla crisi per la pandemia. L’aspettativa è molto alta nell’Empolese Valdelsa per questa forma di sostegno già prevista lo scorso anno e rinnovata anche per il 2021.

I DATI

Lo scorso anno solo il patronato della Cgil aveva elaborato 511 domande nell’Empolese Valdelsa per il reddito d’emergenza, 1. 708 a livello provinciale e 11. 700 in Toscana. Quest’anno la platea dei potenziali beneficiari è stata allargata. L’aiuto prevede l’erogazione di tre mensilità straordinarie. Le domande potranno essere presentate da oggi fino al 30 aprile solo in via telematica, sul sito Inps. it. «Sono già arrivate moltissime mail e telefonate al nostro numero – spiega Roberta Ippolito, responsabile Inca-Cgil di Empoli – tanti chiedono informazioni per cercare di capire se abbiano o meno i requisiti. Ognuno può fare domanda con le credenziali Spid, ma la presentazione della richiesta può avvenire attraverso i patronati. L’importante per tutti è avere una dichiarazione Isee aggiornata perché la scadenza è stata il 30 dicembre dello scorso anno e per il 2021 ne serve una nuova, soprattutto per chi ha avuto variazioni del nucleo familiare o del reddito». La misura del reddito di emergenza aumenta il pacchetto di aiuti disponibili e una parte rilevante di chi ha chiamato in questi giorni è la prima volta che pensa di accedere a questi aiuti: «Abbiamo notato – prosegue Ippolito – come molti non abbiano mai avuto bonus o altro. Qualcuno ci ha detto addirittura di non lavorare da marzo 2020». E conclude: «O l’informazione è stata più capillare, oppure il bisogno è maggiore. Io penso sia la seconda delle ipotesi».

LE FAMIGLIE

Il reddito di emergenza riguarda due settori: le famiglie e i lavoratori. Nel primo caso, i nuclei devono essere residenti in Italia, dimostrando di possedere un patrimonio mobiliare non superiore a 10mila euro, incrementabile di 5mila euro per ogni componente successivo al primo fino a un massimo di 20mila euro. Qualora un componente della famiglia fosse non autosufficiente o in condizione di disabilità, questo massimale può raggiungere i 25mila euro. La famiglia non deve avere un reddito Isee pari o superiore a 15mila euro. Inoltre quello mensile del febbraio scorso deve essere inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio del reddito d’emergenza. Per gli affittuari, la soglia di accesso al beneficio aumenta di un dodicesimo del valore annuo di locazione, come da dichiarazione Isee.

I LAVORATORI

Il reddito di emergenza spetta anche a chi tra il primo luglio dello scorso anno e il 28 febbraio 2021 non usufruisce più della Naspi e dell’indennità di disocccupazione (Dis-coll). In questo caso, l’ultimo reddito Isee non deve superare il valore di 30mila euro.

GLI IMPORTI

Il reddito di emergenza viene somministrato in tre mensilità da 400 euro ciascuna per marzo, aprile e maggio per i lavoratori. Da 1. 200 a 2. 400, invece, è la somma in totale destinata alle famiglie. –

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