Pasticceri, una Pasqua da dimenticare, uova e colombe escono con il contagocce

Luca Ancillotti della Pasticceria Nuova di Cerreto e Fabio Dei con le sue colombe pasquali

Le restrizioni dovute al virus tagliano le gambe a molte attività: «Abbiamo le spalle larghe, ma quanto potrà durare?»

Non sarà una Pasqua da ricordare per le pasticcerie dell’Empolese Valdelsa che in questa settimana si trovano a prendere le ordinazioni di dolci, uova e colombe artigianali in vista della festività di domenica. Lo scorso anno c’erano le chiusure forzate e si lavorava solo consegnando a domicilio, stavolta nonostante la “zona rossa” si può venire in negozio e ritirare. Questo, però, non sembra che stia dando grande slancio alle vendite.

«Non è che la gente non abbia voglia di comprare – spiega Alessandra Gaggioli di “Gaggioli e Vezzosi” a Empoli – però non ha possibilità di uscire o al massimo viene qui a prendere delle cose. Un tempo da noi venivano persone dai comuni limitrofi, dalla Zona del Cuoio, gente di passaggio che magari prendeva il caffè ma poi riportava a casa anche l’uovo o la colomba. Si è persa tutta la possibile clientela pasquale che veniva al banco. La Pasqua è rovinata come il Natale, anche il pasticcere più creativo o artigianale non ha la possibilità di avere riscontro del proprio lavoro». Questo porta a far calare la domanda: «D’altronde se le persone non girano a chi vendo? – conclude Gaggioli – Le prenotazioni sono solo una parte del normale, in giro le persone provano tanto malumore, lo spirito dell’imprenditore ormai non conta più».


Restando a Empoli, la situazione meno vivace da un punto di vista delle vendite si nota anche alla “Scarselli”: «Rispetto alla “zona rossa” di Natale si nota abbastanza calma – spiega Elisa Scarselli – Le persone vengono ma gli ordini non sono molti. È probabile che ci siano richieste all’ultimo, ma si percepisce nell’aria una situazione strana. Oggi (ieri per chi legge, nda) abbiamo fatto le ultime colombe, le consegneremo un po’ e le altre le verranno a ritirare. Pare che la voglia di festeggiare non ci sia». Ormai la stanchezza è arrivata per tutti. «I ristori sono arrivati – conclude Scarselli – ma è pesante lavorare così: tocca sempre fare i vigili dentro il negozio, c’è ancora qualcuno che entra senza mascherina». La storica pasticceria Dei di Castelfiorentino, approdata anche a Empoli negli ultimi mesi, cerca di non disperdere la voglia di dare alle feste il giusto riconoscimento. «Ci impegniamo a mantenere il sorriso con il cliente cercando di superare nel quotidiano questa situazione – è il parere di Fabio Dei – è bello per esempio quando, a una consegna, ci vengano raccontate storie toccanti sulla pandemia. A volte una colomba consegnata a casa unisce due famiglie che a Pasqua non pranzeranno assieme. Il potere d’acquisto ha avuto una botta e lo si avverte. Noi abbiamo mantenuto la qualità che ci contraddistingue giocando su altri elementi per contenere i costi per il cliente. Quella che è andata a ruba è stata la “Colombe d’or”, la colomba fatta con l’impasto del pandoro».

Infine Luca Ancillotti della “Pasticceria Nuova” di Cerreto Guidi analizza quella che è la perdita in questo periodo pasquale: «La richiesta è dimezzata rispetto allo stesso periodo di due anni fa – fa sapere l’artigiano – Con le colombe per esempio saremo al 60 per cento di una Pasqua di altri tempi. Prima ne infornavo cento sapendo di venderle tutte, adesso le sto facendo pian piano, a seconda della richiesta. Le persone hanno paura di spendere, come tutti, pur avendo la voglia di un prodotto artigianale. Se pareggeremo i conti non sarà poco. Il peggio è per matrimoni, comunioni, cresime e battesimi: da qui a luglio era il periodo buono, al momento non c’è niente di tutto questo. Abbiamo spalle robuste essendo aperti dal 1964, ma quanto potrà durare cosi? ». —