A Empoli il mattone tiene

Una veduta aerea di Empoli

Nel secondo semestre 2020 la pandemia non ha affossato i valori immobiliari .La crisi del mercato della casa
meno avvertita nella Valdelsa

EMPOLI. La pandemia non affossa i valori immobiliari a Empoli. Ciò che emerge dal report relativo al secondo semestre 2020 è una sostanziale tenuta delle quotazioni, che in alcuni casi subiscono addirittura dei rialzi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A perdere terreno sono solo le abitazioni di tipo economico, anche se non ovunque e comunque con scostamenti lievi rispetto ad un anno prima. La conferma è contenuta nelle tabelle dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, che ogni sei mesi effettua una ricognizione della situazione fornendo valori minimi e massimi al metro quadro per le diverse tipologie abitative nelle zone in cui è suddiviso il territorio comunale. A Empoli le zone sono cinque: quella centrale, che racchiude il centro storico e le aree limitrofe, quella di Cortenuova e Pontorme, quella di Avane e Santa Maria, quella di Ponzano, Corniola e Casenuove e quella di Terrafino e Ponte a Elsa.

Il confronto con quanto registrato nella seconda parte del 2019 evidenzia una certa vivacità del mattone, dopo gli anni bui che hanno seguito la crisi del 2008 e che hanno progressivamente sgretolato i valori. Solo per avere un’idea, dieci anni fa la quotazione per un’abitazione civile oscillava tra 1.900 e 2.800 euro al metro quadrato, cioè in media 450 euro in più rispetto a oggi. Oggi la forbice va da 1.700 a 2.200 euro al metro quadro. Ma va considerato che un anno fa era ancora più basso. La tenuta e - in certi casi - la rivalutazione dei prezzi non erano scontate, proprio alla luce dell’emergenza sanitaria che presto si è trasformata anche in crisi economica e sociale. A Empoli il rialzo delle quotazioni riguarda le abitazioni civili della zona centrale, di Avane e Santa Maria e di Ponzano, Corniola e Casenuove. L’aumento è stato ovunque del 4% e ha portato ad un rincaro medio di 75 euro al metro quadrato. Per quanto riguarda le abitazioni di tipo economico, invece, perdono il 3,5% del loro valore nella zona centrale e l’1,8% ad Avane e Santa Maria. Mentre le quotazioni di ville e villini rimangono inalterate rispetto all’anno precedente.

La crisi del mercato della casa meno avvertita nella Valdelsa

La crisi del mattone legata agli effetti del Covid-19 si sente più nella cintura empolese che in Valdelsa. Detto della tenuta nel comune capofila, le quotazioni immobiliari nel secondo semestre dello scorso anno hanno subito una contrazione generalizzata a Capraia e Limite e Cerreto. Cali, si sono registrati anche a Fucecchio, Montespertoli e Vinci. In Valdelsa, invece, prevale la stabilità: in particolare a Certaldo e a Montaione non ci sono stati scostamenti nei valori rispetto ad un anno prima. Il confronto delle quotazioni fornite dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate tra la seconda metà del 2019 e lo stesso periodo del 2020 mette in luce situazioni diverse. In linea di massima non si assiste ad un tracollo, come avvenuto in altri territori dove la crisi innescata dall’emergenza pandemica ha abbattuto i valori immobiliari. Questo andamento è confermato anche dalla vivacità del mercato nei comuni della provincia di Firenze. Se, infatti, nel capoluogo le compravendite residenziali tra 2019 e 2020 hanno subito un calo di oltre il 15%, nel resto del territorio fiorentino le transazioni sono state solo il 2,4% in meno. Come accennato, i comuni del circondario dove si è assistito ad una diminuzione generalizzata dei prezzi sono Capraia e Limite e Cerreto. Nel primo la flessione riguarda entrambi gli abitati di Limite e di Capraia, sia per quanto riguarda le abitazioni civili che le ville: l’abbassamento, comunque, è limitato e non supera il 2,5%. Nel secondo, invece, l’impatto è molto più marcato. Nel centro di Cerreto va giù il valore delle case di pregio del 3%. Ma è a Stabbia e Lazzeretto che si hanno le contrazioni maggiori: la abitazioni perdono il 10%, arrivando al minimo sotto quota mille euro al metro quadro, e le ville il 5%. Cali sopra il 3% anche a Bassa e Pieve a Ripoli. A Fucecchio l’unica variazione negativa riguarda l’area centrale, dove le abitazioni civili arrivano a perdere il 6%. Mentre a Montelupo scendono del 3% i valori delle case nell’area fuori dal centro, dove invece i prezzi registrano una lievissima risalita (1,3%). A Montespertoli e Vinci si osserva un fenomeno simile: calano i prezzi delle abitazioni nelle zone centrali (-5,4% nel primo e -3,4% nel secondo), ma nel resto del territorio non ci sono variazioni rispetto all’anno precedente. E arriviamo alla Valdelsa. Nel comune più grande, Castelfiorentino, si registra un -6% sul valore delle abitazioni civili in centro che corrisponde a meno di cinquanta euro in meno al metro quadrato. Intorno al 5%, invece, è la flessione nel centro di Gambassi sempre sulle abitazioni civili. Mentre a Certaldo e a Montaione - in quest’ultimo comune si registra il livello più alto di prezzo per le ville, ben 3.400 euro al metro quadrato - non si verificano scostamenti rispetto al secondo semestre 2019. —

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