Caso Scimmi, la motivazione dell'assoluzione del camionista: "Sara morta prima dell'investimento"

Sara Scimmi

La diciannovenne venne trovata senza vita il 9 settembre del 2018 a Castelfiorentino lungo una strada vicina a una discoteca

FIRENZE. "Sara era già morta quando fu travolta dall'autoarticolato". Lo scrive il giudice Gaetano Magnelli nelle motivazioni della sentenza di assoluzione di Milko Morelli, il camionista 50enne finito a processo per omicidio stradale con l'accusa di aver travolto e ucciso la 19enne Sara Scimmi, trovata senza vita il 9 settembre del 2018 a Castelfiorentino lungo una strada vicina a una discoteca.

La ricostruzione del tribunale, alternativa a quella dell'accusa, sostiene il giudice, "è fondata su prove e argomentazioni più che plausibili e non collidenti con la ricostruzione cinematica proposta dai consulenti". "Anche se - si legge nella motivazione - la condotta dell'imputato è stata ricostruita in modo concreto e convincente, tuttavia è convinzione del collegio che manca la prova che Sara Scimmi fosse viva quando era distesa sull'asfalto, per cui tutta l'impalcatura accusatoria viene a cadere".

Secondo quanto emerso dalle indagini, quando Sara fu investita dal tir guidato da Morelli il suo corpo si trovava già a terra. Per questo motivo, sostiene il giudice, possibile che la giovane fosse già morta. "L'accuratezza delle indagini preliminari - si legge nella motivazione - non ha dissipato il dubbio sul reale autore della morte della sventurata". In particolare, l'attenzione del giudice si concentra su una frattura all'altezza del ginocchio trovata sul corpo della 19enne che secondo il medico legale sarebbe stata provocata prima del decesso. Circostanza, questa, che, secondo il tribunale, indica come la giovane sia stata precedentemente urtata da un'auto, non identificata, cadendo poi a terra nel punto dove stata travolta dal Tir.