Il 2020 dell’artigianato dell’Empolese Valdelsa: 22% di nuove imprese in meno

Il presidente della Cna Empolese Valdelsa Marco Landi

Marco Landi, presidente di Cna Empolese Valdelsa: “Un risultato che deriva dalla paura innescata dalla pandemia, ma soprattutto dall’incertezza, quando non improvvisazione, con cui il Sistema Italia la ha affrontata fino ad ora, tanto a livello nazionale che locale"

EMPOLI. Cna ha reso noto l’elaborazione del suo Ufficio studi sui dati dell’ufficio di statistica della Camera di Commercio di Firenze e, come presumibile, le prospettive per l’artigianato dell’Empolese-Valdelsa sono preoccupanti. Se l’artigianato ha lasciato sul campo “solo” lo 0,9% delle sue imprese attive rispetto al 2019, a preoccupare maggiormente l’associazione è la débâcle della voglia di fare impresa: le nuove imprese del 2020 sono infatti il 22% in meno di quelle nate nel 2019.

“Un risultato che deriva dalla paura innescata dalla pandemia, ma soprattutto dall’incertezza, quando non improvvisazione, con cui il Sistema Italia la ha affrontata fino ad ora, tanto a livello nazionale che locale” commenta Marco Landi, presidente di Cna Empolese Valdelsa

Il crollo di nuove imprese ha raggiunto il suo culmine a Capraia e Limite (-61% rispetto al 2019) seguita da Cerreto Guidi (-56%), Montelupo Fiorentino (-48%), Montespertoli (-38%), Empoli e Fucecchio (-27%) e Vinci (-14%). In controtendenza Certaldo, Gambassi Terme, Castelfiorentino e Montaione in cui le nuove imprese sono cresciute, seppur di poche unità.

“La politica fa sempre un gran parlare dell’unicità del nostro artigianato, della sua importanza socio-culturale oltre che economica, ma nei fatti lo lascia pressocché al suo destino. È anche da questo che deriva il blocco delle nascite 2020” prosegue Landi

Il riferimento va alla cassa integrazione (cronicamente in ritardo quella artigiana, più o meno puntuale quella di altri settori), al sistema dei ristori che ha ignorato sistematicamente ampi settori dell’hand made perché attività formalmente aperte ma di fatto chiuse (produrre senza poter vendere non dà, come logico, fatturato), alle risorse che la Regione Toscana ha mancato di destinare praticamente al solo artigianato dopo averne bandite (giustamente) per ristoratori, imprese del divertimento, ambulanti, giostrai ed in ultimo scuole di danza ed organizzatori di eventi.

“Il prossimo decreto Sostegno dovrebbe finalmente recepire, almeno così ci assicurano dal Palazzo, ciò che Cna chiede da tempo: fondi perduti in base alla diminuzione di fatturato, indipendentemente dal settore in cui l’azienda si trova ad operare. Il Governatore Giani, inoltre, ha annunciato sabato scorso ristori appositi per l’artigianato artistico” informa Landi.

“Ma occorre fare in fretta – prosegue Landi – Così come velocemente occorre approvare una moratoria e l’allungamento dei finanziamenti. Il rischio è quello di compromettere tutto quanto abbiamo costruito in passato ed ipotecare il nostro futuro.  Perdere pezzi di filiere complesse come quelle della nostra manifattura significa compromettere il sistema economico locale.A tal scopo di primaria importanza è l’avvio di una campagna di vaccinazione strutturata, capillare e velocissima".