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Tre banditi nella villetta dell’assessora Castagnoli

L’assessore Castagnoli e la villetta di via Veneto dove è avvenuta la rapina

Il figlio, che era da solo in camera, è stato minacciato da un malvivente armato con una pistola. Una piccola cassaforte a muro è stata aperta con una mola

CERRETO GUIDI. Un furto che si è trasformato in rapina. Non è la prima volta: il precedente risale a qualche settimana fa a Castelfiorentino, dinamica diversa ma risultato uguale. Sabato sera ad essere vittima della rapina è il figlio trentenne dell’assessore alle Politiche sociali di Cerreto Guidi, Mariangela Castagnoli. Al momento dell’irruzione dei banditi, intorno alle 19, i genitori erano fuori di casa per fare la spesa. All’interno della villetta di via Veneto c’era il figlio. È stato lui, all’improvviso, a trovarsi davanti i tre banditi che erano entrati passando da una finestra lasciata aperta al piano terreno.

I banditi erano tutti col passamontagna e con indumenti scuri. Con sè uno di loro aveva una mola. Un altro, secondo quanto riferito ai carabinieri dal giovane, avrebbe avuto in mano qualcosa di nero, probabilmente una pistola. Difficile capire se fosse vera o giocattolo. Uno dei banditi ha invitato il giovane a restare calmo e non accennare a reazioni. Con buona dose di sangue freddo il giovane ha obbedito alle parole dei malviventi.


I tre rapinatori hanno mostrato di conoscere bene le stanze dirigendosi nel locale dove si trovava una piccola cassaforte a muro. Usando una mola hanno avuto in pochi minuti ragione della cassaforte, l’hanno aperta e si sono impossessati di contanti e di monili in oro (il valore deve essere ancora calcolato).

Un’operazione che è durata una decina di minuti circa. I tre banditi sono poi usciti di casa allontanandosi a piedi raggiungendo probabilmente un’auto che era stata lasciata poco distante.

Il figlio dell’assessore Castagnoli ha avvertito i carabinieri e i genitori per raccontare quanto era accaduto. In via Veneto sono arrivate le pattuglie dei carabinieri. Il giovane ha riferito agli investigatori i momenti concitati vissuti durante la rapina. Le indagini partono comunque da alcuni dati di fatto: l’allarme antifurto non era stato azionato proprio perché all’interno c’era il giovane. Non ci sono telecamere di sorveglianza e quindi non ci sono immagini per risalire ai tre banditi. E che il furto poi sia diventato una rapina dipende dal fatto che i malviventi non avessero prevista la presenza del giovane all’interno della villetta. Di certo però si erano portati dietro la mola perché contavano sul fatto che vi fosse una cassaforte. —

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