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Potenziato il personale per le vaccinazioni

L’Asl Toscana Centro potenzia il personale addetto alle vaccinazioni delle categorie considerate a rischio

Empoli, mille ore aggiuntive destinate al servizio. Nei presidi vaccinali attivati saranno impiegati medici, infermieri, tecnici della prevenzione e amministrativi

EMPOLI. Mentre si attende per oggi l’arrivo delle dosi destinate ai medici di medicina generale (9mila in tutta la Toscana), che permetteranno di entrare nel vivo della vaccinazione delle persone di età superiore ad 80 anni, l’Asl Toscana Centro potenzia il personale addetto alle vaccinazioni delle categorie considerate a rischio. Nei presidi vaccinali attivati finora nell’Empolese Valdelsa saranno impiegati medici, infermieri, tecnici della prevenzione e amministrativi per un totale di circa mille ore di attività aggiuntiva. Un’iniziativa che si è resa necessaria anche a causa dell’iniziale flop nel reclutamento di personale previsto dal cosiddetto piano Arcuri. Nel territorio dell’Asl Toscana Centro, infatti, dei 490 specializzandi delle università e medici in pensione ricercati ad oggi ne sono stati trovati appena 68.

Così, l’azienda ha puntato con forza sull’attività aggiuntiva del personale già in forza ad ospedali e presidi sanitari del territorio. Decine di operatori che saranno dislocate tra i diversi centri di vaccinazione. Al momento si tratta della galleria commerciale dell’ospedale San Giuseppe, del distretto sociosanitario “Rozzalupi” di Empoli, dell’ex presidio ospedaliero Santa Verdiana di Castelfiorentino e dell’ospedale San Pietro Igneo di Fucecchio. Inoltre, dalla scorsa settimana è stata attivata in maniera sperimentale anche la casa della salute di Sovigliana - a cui se ne aggiungeranno altre dieci - ma solo per la vaccinazione delle persone di età superiore agli 80 anni. Queste ultime saranno, però, vaccinate principalmente attraverso la rete dei medici di medicina generale, che hanno aderito alla chiamata della Regione e che somministreranno le dosi direttamente nei propri ambulatori. Discorso diverso, invece, per le categorie cosiddette a rischio. Tra queste rientrano i lavoratori del comparto sanitario, sui quali la somministrazione è iniziata dalla fine di dicembre scorso e quelli della scuola e dell’università, delle forze dell’ordine e degli uffici giudiziari.

Su queste ultime tre categorie la somministrazione è iniziata dieci giorni fa con l’utilizzo del siero AstraZeneca e sul sito della Regione, intanto, sono state riaperte le prenotazioni per questa settimana. Il progetto che coinvolge il personale sanitario attraverso l’attività aggiuntiva prevede un investimento complessivo di 284mila euro. Il personale medico riceverà un’indennità oraria di 80 euro, mentre gli altri operatori coinvolti di 50 euro. Nello specifico medici, ostetriche, infermieri e assistenti sanitarie saranno impiegate nell’esecuzione del vaccino, mentre tecnici della prevenzione e personale amministrativo nell’accoglienza e nell'accettazione in fase di registrazione.

«Il progetto si pone l’obiettivo di proseguire la campagna vaccinale attuando la fase 2 del piano - spiega il responsabile del progetto, dottor Renzo Berti - grazie all’attivazione di punti vaccinali individuati dall’azienda sanitaria in collaborazione con i comuni di riferimento. L’attività aggiuntiva rappresenta un ulteriore strumento di flessibilità organizzativa in grado di rispondere ad eventuali carenze o necessità e non influenza né sposta in alcun modo la consueta attività istituzionale in termini di capacità produttiva». —
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