Acquisto all’asta dell’ecomostro, esposto di FdI alla Corte dei conti

L'ecomostro di Ponte a Elsa (foto Carlo Sestini)

I tre consiglieri comunali hanno ravvisato incongruenze sui pagamenti dell’Iva da parte del Comune di Empoli

EMPOLI. Ecomostro di Ponte a Elsa, nuovo capitolo. Dopo che l'avvocato Gaetano Mazza di Napoli, delegato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la cessione dell'immobile, ha fatto sapere al Tirreno che è vicino il rogito per perfezionare l'acquisto da parte del Comune di Empoli di due terzi del fabbricato, è notizia di oggi, sabato 16, la presentazione di un esposto all'Agenzia delle entrate e alla Conte dei conti legato alle modalità di vendita. A firmarlo sono stati Andrea Poggianti, Federico Pavese e Simona De Rosa, consiglieri comunali di Fratelli d'Italia, non nuovi a utilizzare questo tipo di strumento. Dopo aver segnalato nel 2020 questioni legate all'allagamento del centro di Empoli dell'anno precedente e il mancato pagamento della Tari da parte della concessionaria dei parcheggi, i consiglieri hanno protocollato un documento rilevando incongruenze sui pagamenti da parte del Comune alla curatela fallimentare. Al centro c'è sempre la questione dell'Iva che sta tenendo bloccata la cessione: essendo l'acquirente un ente pubblico, la fiscalità doveva infatti essere meno pesante rispetto a un privato. Secondo Fratelli d'Italia, il municipio ha effettuato tre versamenti nonostante il rogito non sia ancora stato firmato dal notaio Vincenzo De Caprio di Caserta: il 26 novembre 2019 fu staccato un assegno da 74.778,75 euro come cauzione, seguito da uno da 673.008,75 il 21 gennaio 2020 a saldo prezzo e il 20% del prezzo di aggiudicazione versato nella stessa data a titolo di acconto per le spese accessorie.

«Ai fini dell'Iva – spiegano Poggianti, Pavese e De Rosa – la normativa di riferimento prevede che a seguito dell'acquisto di beni immobili, quanto pagato prima della stipula dell'atto deve essere fatturato alla data dei pagamenti e quindi soggetto a imposta anche se il rogito non è stato stipulato. Per l'Ecomostro abbiamo riscontrato cospicui versamenti in assenza di stipula del rogito. Inoltre l'avvocato Mazza non avrebbe emesso alcuna fattura per le somme cui si fa riferimento, versate dal Comune di Empoli». Inoltre, proseguono i tre, «il Comune, per non incorrere nella stessa violazione di mancata fatturazione, trascorsi quattro mesi dal pagamento ha tempo 30 giorni per emettere autofattura o pagare l'imposta, cosa a cui non si è provveduto». Tale condotta, concludono i consiglieri, può portare alla «possibilità di sanzionare il Comune di Empoli di 164mila euro, pari al cento per cento di quanto dovuto per l'Iva, a cui aggiungere una sanzione di ulteriori 164mila euro, fatte salve eventuali responsabilità per danno erariale, per la cui determinazione si rimette alla competenza della Corte dei conti».