Progetto Hope: consegnato il cantiere per l'ex ospedale San Giuseppe

Consegnato il cantiere per il restauro del complesso dell'ex ospedale San Giuseppe (foto Carlo Sestini)

Empoli, non solo restauro, ma anche risanamento conservativo, consolidamento statico e ecoefficientamento del complesso che si trova fra via Roma, via Giovanni da Empoli, via Paladini e via Ridolfi

 EMPOLI. Le opere di Hope stanno procedendo. Il Progetto di Innovazione Urbana va avanti. È stato appena consegnato il cantiere forse più significativo del grande programma di restauri in centro storico, quello che riguarda l’ex ospedale ‘San Giuseppe’.  Non solo restauro, ma anche risanamento conservativo, consolidamento statico e ecoefficientamento del complesso che si trova fra via Roma, via Giovanni da Empoli, via Paladini e via Ridolfi. L’ex ospedale diverrà ancora di più punto di riferimento culturale e sociale del centro di Empoli.

La progettazione e la direzione dei lavori era già stata affidata al Raggruppamento Temporaneo di Professionisti composto da Rossi Prodi Associati Srl, BF Progetti Studio Associato e ingegner Luca Tocchio, con capogruppo Rossi Prodi Associati Srl.

I lavori sono stati consegnati oggi, mercoledì 13, dalla sindaca di Empoli Brenda Barnini, insieme al vicesindaco Fabio Barsottini e alla dirigente del settore lavori pubblici Roberta Scardigli,  all’associazione temporanea di impresa formata da Arkè Unipersonale di Altamura e da Addante Giovanni Srl di Bari.

 

L’intervento prevede la realizzazione di un moderno spazio per il coworking (al primo piano), una caffetteria e uno spazio ristoro (piano terra) e il complesso sistema delle corti e delle connessioni pubbliche che interessa la parte esterna dell’ex ospedale.
Il progetto ha un valore di 3.365.763 euro, finanziato per 1.276.812,81 euro con contributo comunitario, per il restante dal Comune di Empoli.

Complessivamemnte il progetto Hope è il più grande intervento di rigenerazione urbana mai fatto in questa città prima d’ora. Se non ci fosse stata la capacità, a partire dal 2015, di avere un’idea di progettare e di andare a ricercare i finanziamenti tutto questo non sarebbe stato possibile.

«Il cantiere dell’ex Ser.t sta andando avanti nei giusti tempi, nonostante il Covid. Questo dell’ospedale sarà l’altro cuore pulsante del progetto Hope – ha sottolineato la sindaca di Empoli Brenda Barnini - . L’obiettivo è quello di restituire spazi di vitalità a Empoli, di riportare funzioni fondamentali e servizi all’interno del centro storico. Il nostro centro storico, che da sempre è anche e soprattutto un centro commerciale naturale, non può più vivere se non viene accompagnato da nuovi servizi e da nuove funzioni che danno una ragione agli empolesi e ai cittadini dell’Empolese Valdelsa e non solo per venire tutti i giorni nella nostra città. Negli anni passati abbiamo lavorato, anche assieme ai commercianti, per organizzare e far nascere  occasioni ed eventi che rivitalizzassero la città ma senza un intervento strutturale come quello che stiamo facendo è ovvio che eventi e manifestazioni non sarebbero sufficienti a ridare centralità ad Empoli. Questo è il motivo per cui abbiamo dedicato energie e attenzioni a questo progetto ed è anche l’elemento che ci fa pensare che, nonostante il Covid, questo percorso abbia oggi ancora più valore di quando è stato pensato. Creare nuovi spazi, nuove opportunità di incontro, portare le persone a poter lavorare insieme ma fuori da casa. Oggi più che mai siamo in grado di apprezzare il valore di questo intervento. Questo tipo di interventi, fra i lavori pubblici che si possono realizzare, sono destinati a cambiare il futuro di una città. Empoli che rinasce con nuovi servizi e nuove funzioni nel centro. La pandemia non ci fermerà e anzi ci faremo trovare pronti per ripartire alla grande».

Il progetto è stato ampliato rispetto a quello ‘primordiale’. Ci sono state infatti alcune integrazioni che derivano da prescrizioni dettate da vigili del fuoco e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze.

Secondo le normative antincendio c’è stata la necessità di inserire, attraverso un percorso concordato tra ufficio tecnico del Comune, guidato dall’ingegner Roberta Scardigli, progettisti, pompieri e Soprintendenza, un’opera aggiuntiva.

SCALE - Si tratta di un nuovo sistema di scale esterne in metallo caratterizzate da un’ampia vetrata che di fatto contraddistinguerà il corpo principale dell’edificio in particolare la corte interna che si affaccia su via Giovanni da Empoli.  Questa doppia scalinata, sovrastata da un corridoio, va a collegare i due rami lunghi del ‘ferro di cavallo’ e servirà tutti e tre i piani dell’edificio. In sostanza fungerà da uscite di sicurezza ma darà al complesso una nuova conformazione architettonica. 

 

CONNESSIONI - L’ospedale vecchio sarà raggiungibile da via Paladini, suo ingresso storico, ma anche da via Ridolfi/piazza del Popolo, via Roma e via Giovanni da Empoli. Il progetto prevede infatti  di creare un collegamento pedonale tra via Ridolfi e via Roma garantendo massima libertà di movimento e creando nuovi spazi aperti nella corte del pozzo, nella corte piccola, sempre su via Giovanni da Empoli, e nello spazio pubblico che costeggia l'edificio su via Ridolfi. Qui, infatti, è previsto anche il recupero dell’ex convitto degli Infermieri e della Torre dei Righi.

Consolidamento statico e valorizzazione storica, questi i due obiettivi per realizzare un polo creativo multidisciplinare in cui le nuove attività possano vivere in stretta sinergia con quelle esistenti.

PROGETTO - Il progetto di recupero prevede la creazione nell’ala ovest al piano terra di una caffetteria e uno spazio ristoro; al piano primo, aule coworking e laboratori, capaci di creare un luogo di scambio e creatività dedicato ad attività lavorative che mirino a sviluppare nuove opportunità. La sala principale, del coworking,  sarà ottenuta mediante un intervento che recupererà interamente lo stato originale del grande spazio a volte dell’ala ovest.

Ex Ospedale - Complesso di San Giuseppe

Il complesso architettonico ha mantenuto la funzione sanitaria, per cui era stato fondato nel 1765, fino al 2008, quando è stato inaugurato il nuovo ospedale della città di Empoli, ubicato fuori dal centro storico, in via Boccaccio.

L’edificio gode di buone condizioni conservative: è stato oggetto di ripetuti interventi di manutenzione e di fatto ha mantenuto nel tempo una continuità d’uso. Il primo nucleo della struttura ospedaliera venne costruito inglobando il bastione delle mura cinquecentesche e le relative pertinenze.

La conformazione del fabbricato è evidentemente dettata da quella delle fortificazioni esistenti, ha pianta ad “U” e si sviluppa attorno ad un cortile chiuso su tre lati ed aperto verso sud, su via Giovanni da Empoli. 
Le ali destinate alle infermerie erano unite da un corpo centrale in cui erano collocati l’ingresso dall’attuale via Paladini e un porticato con affaccio sul cortile interno, collegati da tre vani simmetrici.

Al 1838 risale il primo ampliamento verso l’attuale via Giovanni da Empoli: le due diverse fasi edificatorie sono ben riconoscibili sia all’interno sia all’esterno e sono denunciate dal cambiamento di quota planimetrica. Tra 800 e 900 ulteriori interventi portarono al superamento dello schema ad U con l’edificazione di un corpo lineare, posto sull’antico terrapieno mediceo, lungo via Roma.

Il complesso di San Giuseppe è suddiviso in 3 distinti blocchi omogenei, identificabili per differenti caratteristiche costruttive, edilizie e architettoniche:

·         blocco dell’ospedale Vecchio: 4 piani, 1.200 mq di superficie coperta, 4.300 mq di superficie lorda di cui 3.200 mq attualmente utilizzata;

·         blocco est, a sua volta suddiviso in due porzioni distinte per caratteristiche edilizie:

-   Edificio lungo via Roma: 3 piani, 1.300 mq di superficie coperta, 2.700 mq di superficie lorda di cui 1.000 mq attualmente utilizzata;

-   Edifici lungo via Paladini (ex casa del cappellano e ampliamento): 3 piani, 450 mq di superficie coperta, 900 mq di superficie lorda, attualmente in stato di abbandono;

·         il terzo blocco, l’ex-Convitto Infermieri, è compreso nel Progetto di Innovazione Urbana ed è sviluppato in un altro specifico progetto di recupero.

Il recupero degli edifici, caratterizzati da interventi finalizzati al consolidamento statico e alla loro valorizzazione storica, ha l'obiettivo di realizzare un polo creativo multidisciplinare in cui le nuove attività possano vivere in stretta sinergia con quelle esistenti.

Tutte le funzioni saranno fortemente integrate con il resto della città e con il sistema degli spazi aperti attraverso nuove connessioni pubbliche che renderanno l’intero complesso un luogo dinamico e permeabile, capace di amplificare gli effetti di rigenerazione dei singoli interventi all’intera porzione di centro storico interessata.

Le centralità urbane sono state individuate come: funzioni per il quartiere: -  spazi per associazioni.          Funzioni per la città:    centri d’inclusione sociale – caffetteria e spazio ristoro , funzioni per l’area metropolitana:  spazi di co-working.

Le nuove funzioni prevedono a piano terra, nell’ala ovest del blocco dell’ospedale Vecchio, la realizzazione di una Caffetteria e Spazio Ristoro, il cui obiettivo generale è quello di realizzare un’attività a supporto delle funzioni esistenti.

Al piano primo, sempre dell’ala ovest dell’Ospedale Vecchio, saranno realizzate le Aule Coworking e i Laboratori per la Città, capaci di creare un luogo di scambio e creatività dedicato ad attività lavorative che mirino a sviluppare nuove opportunità, promuovendo l’integrazione tra occupazione giovanile e reintegro professionale di figure con alta e media specializzazione, oltre a stimolare nuove forme d’impresa che puntino su ricerca e innovazione, costruendo sinergie con il tessuto produttivo locale.

La sala principale sarà ottenuta mediante un intervento che recupererà interamente lo stato originale del grande spazio voltato dell’ala ovest.