Il Bar Maso chiude dopo 72 anni: «Colpa del Covid»

Lo storico Bar Maso di piazza della Libertà a Vinci

Vinci, un altro locale costretto ad arrendersi alle conseguenze della pandemia. La proprietaria: «Tenere aperto per fare 10 caffè non aveva più senso»

VINCI. Gli effetti del Covid sui locali pubblici iniziano a farsi sentire: a Vinci, dopo 72 anni di attività, ha abbassato le saracinesche lo storico Bar Maso di piazza della Libertà. Per Loredana Dolce, che gestiva il locale assieme al marito Andrea Morelli, venuto a mancare nel 2017, e fondato nel 1948 dal suocero Tommaso Morelli, detto Maso, è stato un colpo al cuore, ma inevitabile vista la situazione. «Il virus ci ha messo in ginocchio – spiega Dolce – abbiamo lavorato tre mesi in un anno. Nel 2019 con il 500° della morte di Leonardo credevamo di avere molti più introiti, anche se le cose sono comunque andate meglio rispetto agli anni prima. Il problema è che con i tre mesi di chiusura a primavera, 600 euro di "ristori" con cui non vai avanti, abbiamo dovuto cessare l'attività».

Loredana Dolce ha provato a mettere in vendita lo storico locale, da sempre il punto di riferimento per gli studenti dell'Irsoo, la prestigiosa scuola nazionale di ottica e optometria situata di fianco, e per i turisti. «Mi hanno offerto cifre ridicole – prosegue – nessuno ha mai dato il giusto valore a questa attività. Abbiamo investito negli anni tanti soldi che non torneranno mai indietro. Non ho chiesto aiuto a nessuno ma duole vedere come nessuna delle istituzioni abbia manifestato solidarietà nei nostri confronti. Mi sono resa conto che in queste condizioni sarei andata avanti poco più di un anno, allora ho preferito prendere una decisione che fa molto male». In questi giorni l'imprenditrice sta togliendo da dentro tutte le proprie cose in modo da liberare i locali che aveva in affitto.

«Siamo sempre stati un punto di riferimento per il paese – conclude – ma restare aperti per fare dieci caffè è inutile. Vinci sta vivendo un brutto momento: se qui togli il turismo come è successo quest'anno, nessuno ci gira e i paese rischia di morire. In questo momento triste non possiamo comunque non ringraziare tutti gli amici, conoscenti, passanti, clienti e in generale tutta la comunità vinciana che nel corso degli anni ci hanno supportato e sopportato. La nostra è stata una lunghissima e bellissima avventura: speriamo di aver lasciato un ricordo positivo e un sorriso nel nostro paese». —