Empoli schiera i beneficiari del reddito di cittadinanza contro il Covid

Di Maio con la prima card per il reddito di cittadinanza

Progetto approvato dal Comune: faranno da supporto a accoglienza e gestione dei pazienti in 6 presidi sanitari della città

EMPOLI. Il Comune di Empoli approva un progetto di utilità sociale per chi percepisce il reddito di cittadinanza. I beneficiari potranno, infatti, fare da supporto all’accoglienza e alla gestione dei pazienti in funzione anti-Covid in sei presidi sanitari del territorio: in particolare misurazione della temperatura, informazione e orientamento all’utenza, smistamento e verifica delle distanze di sicurezza.

Inoltre, è previsto il supporto alla campagna vaccinale antinfluenzale svolta dai medici di famiglia all’interno degli ambulatori. Il progetto, approvato dal Comune e redatto in collaborazione con la Società della salute Empolese Valdelsa e con l’Asl Toscana Centro, si svilupperà in sei presidi. Il distretto sociosanitario di via Rozzalupi, la Casa della salute all’interno del Centro Empoli di via San Mamante e gli ambulatori medici in via delle Olimpiadi, in via Cherubini, in piazza San Rocco e in via Carrucci.


«In considerazione dell’emergenza coronavirus – si spiega nella relazione di accompagnamento – si rende necessario attuare azioni educative della popolazione e di supporto alle istituzioni pubbliche per la corretta fruizione dei servizi, anche in considerazione della prossima campagna vaccinale».

Il coinvolgimento in attività di pubblica utilità dei titolari di reddito di cittadinanza è disposto dalla stessa legge che ha istituito il beneficio economico. Nella fattispecie l’erogazione del bonus è condizionata ad una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e all’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che prevede, appunto, attività al servizio della comunità.

I cosiddetti “Progetti di utilità collettiva” sono presentati dai Comuni e non possono essere assimilabili a lavoro subordinato, dal momento che «costituiscono un’occasione di arricchimento per la comunità in quanto le attività sono complementari, di supporto e integrazione rispetto alle attività ordinariamente svolte dai comuni e dagli enti pubblici coinvolti». Nel caso del progetto approvato dalla giunta empolese, è previsto un impegno per ciascun partecipante di 12 ore medie settimanali. Ai soggetti individuati sulla base delle banche dati in possesso dei Centri per l’impiego verrà fornita una formazione preventiva di 4 ore, in cui saranno presentate le attività da svolgere e le procedure da seguire. Ai partecipanti saranno forniti i dispositivi di protezione individuali, dalle mascherine ai camici, gel igienizzante e termoscanner. A ciascuno, inoltre, sarà affiancato un tutor che seguirà lo svolgimento delle attività e fornirà supporto e assistenza.