Un supporto psicologico per chi vive nell’incertezza

Gionata Fatichenti, provveditore della Misericordia di Empoli e Lara Pelagotti presidente toscana di “Psicologi per i popoli” (foto Carlo Sestini)

Un nuovo servizio gratuito della Misericordia di Empoli: aperta una linea telefonica (0571-725517) che sarà attiva quattro ore al giorno dal lunedì al venerdì

EMPOLI. Un servizio di sostegno psicologico rivolto a tutti e gratuito per riuscire ad affrontare al meglio le difficoltà che questa fase di emergenza mette di fronte a ciascuno. Misericordia di Empoli, con la collaborazione dell’associazione “Psicologi per i popoli”, mette a disposizione della cittadinanza un numero di telefono attivo per quattro ore al giorno dal lunedì al venerdì. A rispondere ai dubbi, alle paure e alle incertezze degli utenti saranno venti psicologi formati per la consulenza nelle emergenze. «Siamo orgogliosi e felici di poter offrire questo servizio - spiega Gionata Fatichenti, provveditore della Misericordia di Empoli - già in primavera avevamo attivato qualcosa di simile con il progetto “Non sei solo” e avevamo ricevuto moltissime chiamate. Con la seconda ondata e sulla spinta delle sollecitazioni che ci arrivavano dai nostri utenti in isolamento che seguiamo quotidianamente, abbiamo deciso di lanciare un supporto psicologico vero e proprio. Tutto questo è il frutto della collaborazione con l’associazione “Psicologi per i popoli”, che forniranno in prima persona il servizio». Il numero messo a disposizione è lo 0571-725517 e sarà attivo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 dal lunedì al venerdì. Si tratta di un servizio interamente gratuito per gli utenti e che coinvolge numerosi professionisti da tutta la Toscana.

«In questi mesi sono state molte le iniziative a cui abbiamo partecipato - afferma Lara Pelagotti, presidente toscana di “Psicologi per i popoli” - e abbiamo ravvisato un enorme bisogno di supporto emotivo e psicologico in conseguenza dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Ai numeri che abbiamo messo a disposizione chiamano molte persone anziane, spesso sole. Ma anche persone più giovani. Le preoccupazioni sono numerose: c’è sicuramente la paura per ciò che sta accadendo, ma ancora più forti sono le incertezza dal punto di vista sociale e lavorativo. Molte persone, malati cronici, immunodepressi o malati oncologici, sono fortemente preoccupate dalla possibile riduzione del livello delle prestazioni legata all’incremento di accessi di pazienti Covid». Uno scenario che per molti versi è simile a quello di una vera e propria calamità. Per questo a gestire il servizio saranno professionisti formati per le emergenze. «Si tratta di psicologi che già hanno operato in contesti emergenziali - prosegue Pelagotti - come terremoti o alluvioni. L’intervento prevede principalmente l’ascolto e il supporto, che permettono una stabilizzazione psicologica ed emotiva delle persone. La distanza e la solitudine creano profondo disagio e riuscire a tirare fuori le proprie paure è fondamentale. In questo poterlo fare tramite telefono con una persona formata, ma che non conosciamo, è forse più facile». —