Il messaggio di don Engels dal letto di ospedale: «Questi fili mi uniscono a Gesù e a tutti voi»

Don Guido Engels in processione con il Crocifisso delle Grazie nel settembre scorso (foto agenzia Carlo Sestini)

Il proposto di Empoli è ricoverato in terapia intensiva al San Giuseppe dopo aver contratto il Covid

EMPOLI .«Ho portato in processione il Cristo delle Grazie come simbolo di sofferenze delle pandemie, ora lo porto realmente. Eppure non pesa». È, questo, uno dei passaggi più toccanti del messaggio che don Guido Engels , proposto di Empoli, ha inviato ai fedeli e alla città dal suo letto d’ospedale del San Giuseppe. Dove è ricoverato, ora in terapia intensiva, e lotta contro il Covid.

Ecco il testo integrale. «Cari fratelli, Dopo due giorni di influenza, il 9 e 10 novembre, ho appurato di essere positivo al coronavirus. Dopo qualche giorno di cure in casa in isolamento, per non ingolfare gli ospedali, mi hanno ricoverato per timore dei trombi. A questo punto mi sono ricordato di aver portato in processione, il 14 settembre, il Crocifisso delle Grazie come simbolo delle sofferenze delle pandemie, ora lo porto realmente, eppure non pesa, perché ora è Gesù che porta me. Questa del ricovero in ospedale è per me un’esperienza nuova: in 72 anni è la prima volta che vengo ricoverato. So che mi siete tutti vicini nella preghiera. E soprattutto il Signore lo sento vicino, e non si è stufato di me peccatore. Che bello. Le cure non erano sufficienti e così mi hanno trasferito in terapia intensiva, dove tutto è veramente sotto controllo. A questo punto sono pieno di fili, ed ho scoperto la loro importanza: un mazzo di fili mi unisce alle macchine, un filo al cuore di Gesù, un mazzo di fili al vostro cuore. Stupendo: ora sono più legato a voi, mi siete presenti, formiamo un corpo che è la Chiesa, e partecipiamo alla vittoria di Cristo su tutti i mali, che ci affliggono. Pregate e state allegri. A presto. Il vostro parroco. Don Guido».

Il messaggio è stato pubblicato sulla pagina Facebook del sacerdote e anche su quella della Collegiata di Sant’Andrea, diventata ormai una piazza virtuale con messaggi di vicinanza e di preghiera. Proprio dalle persone più vicine a don Guido si apprende che le sue condizioni sarebbero in miglioramento. 

 

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