Tragedia a Stabbia: ciclista di 55 anni muore dopo lo scontro con un furgone

Nativo della provincia di Benevento, abitava a Quarrata e faceva l’autista per la Cap di Prato. Lascia moglie e due figlie 

Nel giorno in cui era libero dal servizio aveva preso la propria bici da corsa ed era partito da Quarrata per arrivare fino ai margini del Padule di Fucecchio e fare una sgambata. La gita pomeridiana si è però trasformata in una tragedia in cui Pietro Bagnoli, 55 anni, ha perso la vita dopo che la sua Giant è finita addosso a un furgone lungo la Francesca nel pieno centro abitato di Stabbia, frazione di Cerreto Guidi, ieri poco prima delle 16.30.

In un momento in cui la luce del sole stava già abbassandosi, il mezzo da lavoro, proveniente da via Bercilli, si è immesso sulla strada regionale 439 in direzione di Fucecchio, nel momento in cui è sopraggiunto il ciclista quarratino: la dinamica è ancora al vaglio della polizia municipale dell’Unione dei Comuni, che si è occupata di rilevare il sinistro. L’incidente è avvenuto davanti all’ufficio postale ed è stato notato da alcune persone di passaggio. Così i soccorsi sono scattati subito e in pochi minuti sul posto sono arrivate l’ambulanza della Pubblica assistenza di Fucecchio e l’automedica del 118. Per l’uomo, sbalzato dalla sua sella dopo l’impatto con il furgone, era però già troppi tardi: non è stato possibile fare niente per salvarlo e il suo cuore ha cessato di battere prima di un disperato trasferimento ospedaliero.


Illeso il conducente del mezzo da lavoro, che pur soffrendo lo shock per quanto appena accaduto ha risposto alle domande degli agenti. I veicoli, una volta prese le misure e spostati dalla sede stradale, sono stati al momento sequestrati in modo da poter eventualmente condurre delle perizie che accertino dinamica e responsabilità. La salma del 55enne di Quarrata è stata intanto trasferita in medicina legale.

Bagnoli, nativo di Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento, era un grande appassionato di ciclismo e viveva a Quarrata (dove si era trasferito da Poggio a Caiano): era un conosciuto frequentatore del bar “La Pineta” di via Trieste. Di professione era un conducente di autobus e lavorava per la Cap di Prato, in particolar modo sulla tratta che attraversa il Montalbano. «Ho appreso solo nel pomeriggio (di ieri, nda) di questa notizia e sono sconvolto – commenta Federico Toscano, presidente di Cap – lo conoscevo molto bene e questa perdita rappresenta una grave ferita per tutto il nostro consorzio».

Bagnoli lascia la moglie Gerarda Volonnino, con cui era sposato da 32 anni, le figlie Valentina e Michela, e un nipotino. Con loro anche tantissimi compagni di avventure, con i quali aveva condiviso esperienze in sella in varie parti d’Italia, come raccontano anche le foto che aveva pubblicato con orgoglio sulla sua bacheca di Facebook. –


 

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