Azienda sceglie il remoto al 100%: tutti al lavoro, ma da casa

L’imprenditore Simone Terreni negli uffici della Voip Voice di Montelupo

La Voip Voice ha deciso di applicare lo smart working ai suoi 33 dipendenti L’imprenditore Terreni: «È più sicuro e avranno anche 100 euro per le spese»

MONTELUPO.  Smart working completo dall’altro ieri per tutti i 33 dipendenti di Voip Voice, l'azienda di Montelupo Fiorentino specializzata in telefonia e connettività digitale.

Visto l'aumentare dei casi di coronavirus, l'imprenditore Simone Terreni ha deciso di tornare, anche se non richiesto, a una modalità di lavoro del tutto assimilabile a quella della scorsa primavera, proprio per cercare il più possibile di ridurre i contatti e i possibili contagi.


Per fare questo, però, non serve improvvisazione ma pianificazione, a detta dello stesso titolare dell'impresa di via del Lavoro. «Le aziende ci dovevano pensare a maggio, non adesso – spiega – se dovessero esserci nuove chiusure il rischio è che pretenderanno da fornitori di servizi e connettività, come noi, tutto e subito. Abbiamo iniziato nel 2015 nel “remotizzare” il lavoro tanto che, in condizioni normali, un dipendente dopo il primo anno in questa azienda può gradualmente accedere a orari parziali in smart working. Questo lo si fa con un cambiamento culturale, lavorando per obiettivi e non pretendendo la presenza sempre e comunque. E se poi una persona in ufficio si ammala, che si fa con le altre?».

L'azienda di Terreni in questo 2020 segna già un 54% di fatturato in più nei primi tre quadrimestri frutto della spinta alla digitalizzazione. «Nell'Empolese Valdelsa – prosegue l'imprenditore – tante ditte hanno fatto tornare l'intero organico in presenza e dispiace l'assenza di attenzione anche al tema della salute dei dipendenti che potrebbero lavorare meglio da casa per certi aspetti. Noi, con i risparmi avuti al non avere i nostri collaboratori in sede, diamo loro 100 euro lordi mensili in più per sopperire alle spese maggiori in termini di energia consumata o, per esempio, per acquistare una sedia ergonomica».

L'area è comunque ricca di industrie manifatturiere e non tutte le mansioni sono fattibili da casa: «È vero – risponde Terreni – ma in ogni impresa ci sono amministrativi, commerciali, risorse del marketing, che possono stare a domicilio, basta dotarli di strumenti. Così facendo si permette a chi deve restare in produzione di avere più spazi, o utilizzare al meglio la mensa».

Ma che costi ha la digitalizzazione e la dislocazione del lavoro a domicilio? «Sicuramente non si può pensare di farlo senza essere preparati – conclude – il dipendente va dotato di strumenti, cuffie professionali per parlare anche lontano dal pc, software e tutto quello che avrebbe nell'ufficio centrale. Conto della serva su un'impresa di 15 dipendenti di cui un terzo che può lavorare da casa? Tra strumenti, router di buon livello, una connettività aziendale funzionale in Vpn e una banda ottima garantita nei rispettivi domicili, saremo su un investimento poco superiore ai 4.000 euro, tra l'altro che va in ammortamento sulle tasse. Insomma, alla portata di un'impresa di questo livello».

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