La “nonna partigiana” festeggia i novant’anni

Maria Pia Bianconi da ragazza credette che il fidanzato, che sui monti  combatteva i tedeschi, fosse morto. Ma tutto nacque da un errore di omonimia

VINCI. Immaginate di scoprire di essere incinta e il vostro fidanzato – che ha 20 anni – è sui monti come partigiano a combattere i tedeschi; per un errore di omonimia venite a sapere che è morto e che quindi quel bambino non avrà mai un padre. La reazione non può essere che lo sconforto più totale: solo che, ad un certo punto, quel partigiano dato per morto (e che non sa di esser considerato tale) torna a casa, facendo gridare al miracolo. La vita di Maria Pia Bianconi di Spicchio (Vinci), moglie del partigiano Lamberto Innocenti (nato a Capraia e Limite), è stata veramente tosta: rimane incinta giovanissima, crede di aver perso l’amato e padre dei suoi figli, poi si compie un piccolo "miracolo" e Lamberto fa ritorno dalla sua amata.

Oggi, mercoledì 12 agosto, Maria Pia Bianconi – impegnata da sempre con l’Anpi di Vinci - festeggia 90 anni insieme ai suoi figli, nuore, nipoti, bisnipoti e anche col piccolo trisnipote Paolo. La sua vita e quella del marito partigiano che visse due volte è emblematica delle difficoltà della guerra, dell’incoscienza di andare a combattere pur sapendo di rischiare quanto si ha di più caro. Ma purtroppo a quei tempi l’unico modo per tutelare la vita dei propri cari era mettere in ballo la propria, come fece il partigiano Innocenti sull'Appennino Tosco Emiliano. Lamberto e Maria Pia si fidanzano a 14 anni: il ragazzo era appassionato di ballo ma per andarsi a divertire deve prendere la tessera del fascio, che non vuole. In un caso viene rincorso da alcuni giovani fascisti infuriati per il suo atteggiamento.

Poi arrivano la guerra, l’otto settembre 1943 e l’Italia divisa fra partigiani e repubblichini: Lamberto parte volontario con la Brigata Garibaldi Gino Bozzi il 15 febbraio 1944 e si nasconde sulle colline di Empoli e di Pistoia; riesce una prima volta a tornare a casa, poi decide di unirsi ai compagni partigiani che stanno lottando dove i tedeschi ancora non si sono arresi, cioè al Nord. E qui viene dato per morto, quando invece è “soltanto” prigioniero: il problema è che a casa c’è la fidanzata incinta, che lo aspetta e non riceve ormai notizie da tempo. Insomma ci sono tutti i presupposti per essere morto o disperso in combattimento. Il partigiano però fugge sfruttando una disattenzione del suo carceriere e torna a casa, dove lo ritengono passato a miglior vita e dove c’è la moglie che lo attende in stato interessante: a Spicchio Maria Pia gli va incontro vestita di nero, come tradizione per il lutto. Addirittura, visto che Lamberto era ritenuto morto, la famiglia aveva avviato le pratiche per far avere al bambino comunque il suo cognome (il cosiddetto matrimonio per procura, da fare in chiesa al ritorno della salma). La loro incredibile storia d’amore si corona il 12 maggio 1945 col matrimonio vero, non per procura. Lamberto, il partigiano che visse due volte, così poté finalmente godersi la sua vita con Maria Pia e i loro due figli.