Banda specializzata dietro al furto dell’olio: bottino da 75mila euro

La sede dell’azienda Montalbano Agricola Alimentare Toscana

Vinci, il presidente Paganelli è sicuro: «Hanno lavorato per ore». Oscurata la videosorveglianza, bottino da 75mila euro


VINCI. Ci sono alcuni aspetti più chiari ma ancora tanti nodi da sciogliere in merito al maxi furto di olio d'oliva avvenuto in via Beneventi a Vinci, all'interno dell'azienda Maat (Montalbano Agricola Alimentare Toscana), che rappresenta il ramo commerciale dell'Oleificio Montalbano, proprietario del 51% delle quote.

Si tratta del più ingente colpo subito da questa azienda dato che sono spariti dei bancali con circa 30mila litri di olio già confezionato in stagne di latta, per un valore commerciale di circa 75mila euro. La merce era già pronta per essere venduta ed era destinata al mercato nazionale, in particolar modo alla grande distribuzione organizzata.

Per Maat si è trattato, oltre che di un danno economico su cui ci sarà comunque l'intervento dell'assicurazione, di un problema non da poco visto che dovrà in fretta e furia riallestire quel quantitativo da inviare ai propri clienti, i quali saranno costretti ad attendere più del dovuto.

Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Empoli, stanno portando alla luce una serie di dettagli. Il colpo è stato circoscritto tra le 23 di sabato scorso e le 4 del mattino di domenica. Era stato scoperto solo lunedì mattina, alla riapertura del magazzino dopo il giorno festivo. La circostanza è emersa da alcune risultanze che arrivano dalla videosorveglianza: la maggior parte degli impianti, però, è stata oscurata e quindi mancano all'appello molti dettagli. Sicuramente un impianto che dà sull'esterno ha ripreso l'uscita dei malviventi, dotati di un camion telonato su cui hanno caricato i bancali di olio, utilizzando i muletti interni all'azienda.

Ancora incredulo dell'accaduto il presidente dell'oleificio Montalbano, Cesare Paganelli. «Era sicuramente un banda specializzata – spiega – ha lavorato per ore, spostando varie cose in magazzino per farsi posto. Pare siano entrati da una porta anti-panico secondaria e il camion ha fatto il suo ingresso non dal cancello principale, ma da quello che porta a un'area di carico e scarico. Ci chiediamo come sia stato possibile per persone che non conoscono gli ambienti poter lavorare in maniera così precisa. Alcuni anni fa rubarono la cassaforte in cooperativa, ma il danno fu decisamente minore. Pensiamo di rafforzare le misure di sicurezza, ma ho il timore che certi malviventi non si facciano spaventare da un potenziamento dei sistemi di protezione».