Nuovi incentivi per il commercio. Agevolazioni a chi riapre i negozi

Un cartello di affittasi ad un fondo commerciale

Empoli, benefici legati ai fondi sfitti: quattro anni di rimborsi D’Alessio (Confesercenti): «Già ricevute le prime proposte»

EMPOLI. Quattro anni di incentivi per chi riapre i negozi sfitti. La norma contenuta nel decreto Crescita riguarda centri e frazioni di nove comuni dell'Empolese Valdelsa, dove esistono decine di fondi commerciali non utilizzati.

Una misura che va ad aggiungersi alle iniziative intraprese negli ultimi anni in alcuni territori. E che sembra avere già destato interesse. «I Comuni si sono già mobilitati per dare sensibilizzare su questa norma – spiega Gianluca D'Alessio, responsabile Confesercenti di zona – ed effettivamente in queste prime settimane dell'anno abbiamo già ricevuto tre proposte da parte di esercenti di Montespertoli e Certaldo, che vorrebbero aprire delle attività all'interno di fondi sfitti, sulla spinta degli incentivi introdotti dal governo».


La norma prevede un contributo per 4 anni, rapportato alla somma dei tributi comunali pagati dall'esercente nel corso dell'anno precedente. Viene corrisposto per l'anno nel quale avviene l'apertura nel corso dell'anno e per i tre anni successivi. Il contributo spetta per la riapertura di un negozio sfitto da almeno sei mesi e si applica sotto forma di rimborso del 100% dei tributi comunali pagati su quell'attività.

Il beneficio, però, non vale per tutti. Possono accedervi solo i commercianti che aprono in comuni sotto i 20mila abitanti (nell'Empolese Valdelsa tutti, ad eccezione di Empoli e Fucecchio) e riguarda esclusivamente gli esercizi di vicinato e le medie strutture di vendita. Sono escluse, infatti, le attività di compro oro, le sale scommesse e quelle che hanno slot machine o videolottery. E allo stesso tempo sono esclusi i subentri e le aperture e riaperture di attività esercitate in precedenza.

Le agevolazioni, inoltre, sono estese anche agli ampliamenti di esercizi già esistenti (si intende in questo caso la riapertura di ingressi o di vetrine chiusi da almeno sei mesi), ma in questo caso il contributo spetta solo per la parte ampliata. «Il trend che stiamo osservando indica che le situazioni peggiori riguardano i piccoli paesi e le frazioni – continua D'Alessio – che sono sempre più a rischio spopolamento. Mentre nei grandi centri il commercio locale gode di migliore salute. Quello dei fondi vuoti è uno dei grandi temi degli ultimi anni, anche se finora qualcosa è stato fatto. Penso per esempio alle agevolazioni introdotte da alcune amministrazioni nella scorsa legislatura: Empoli, Montelupo, Castelfiorentino per il centro alto e Certaldo. Quest'ultimo Comune, tra l'altro, ha appena rinnovato gli sgravi per gli esercenti in caso di ristrutturazione del negozio anche in questa seconda legislatura. Questa norma ha respiro più ampio e sono convinto che possa dare una grande mano a chi ha intenzione di investire sui negozi in centri urbani e paesi. L'unico appunto da fare è che ci vorrebbe un'attenzione maggiore per incentivare i proprietari dei fondi a cederli in affitto: purtroppo, in assenza di garanzie, c'è spesso una forte ritrosia a concedere i fondi sfitti».

La sofferenza del commercio locale in linea tendenziale è un fenomeno sotto gli occhi di tutti ormai da tempo. L'esplosione del commercio online e la diffusione dei grandi centri commerciali sono alla base di questa difficoltà. Anche se i segnali di ripresa ci sono e aprono scenari incoraggianti. «Il quadro è complesso – conclude il responsabile Confesercenti – ma ci sono elementi positivi. Il periodo natalizio, specie dove si sono organizzati eventi di richiamo, ha fatto registrare buoni risultati e anche l'iniziale stallo nel periodo dei saldi si sta piano piano superando». —