Olio taroccato in un deposito, il figlio del ristoratore arrestato: «Noi ci rialzeremo»

Remo Cioffi e il suo locale

Il messaggio del figlio del titolare di un bar trattoria di Empoli finito agli arresti. «Famiglia, dipendenti e anche clienti: affronteremo questo momento insieme»

EMPOLI. «Ci rialzeremo, è proprio quando va tutto male che capisci chi ti vuol bene veramente».

Risponde così all'arresto del padre con un post sulla pagina Facebook del ristorante Manuel, figlio di Remo, il gestore della trattoria di Empoli finito agli arresti domiciliari nell'inchiesta dei carabinieri del Nas sull'olio di semi colorato con clorofilla e betacarotene e fatto passare per extravergine di oliva.

«Ci sono momenti che solo una famiglia unita sa affrontare – continua Manuel Cioffi – noi siamo una famiglia, ma non è formata solo dai nostri dipendenti, anche da tutti i nostri clienti che ci conoscono da 40 anni e fanno parte di noi». Poi parla del padre: «Chi ci conosce e conosce Remo sa come è fatto, sempre pronto ad accontentare il prossimo… E forse anche troppo buono. E questa bontà lo ha tradito, hai sbagliato e chi sbaglia paga, ti sei fatto fregare come un bambino al Monopoli».

Una tanica da 5 litri di olio fasullo nei mesi scorsi è stata sequestrata nella trattoria, ma secondo gli investigatori Remo Cioffi avrebbe rivenduto circa 26 mila litri. Li forniva dalla Puglia Michele Romano, di Cerignola, anche lui finito agli arresti domiciliari. La fornitura, hanno accertato i carabinieri del Nas, non avveniva mediante consegna diretta al destinatario ma lasciando l'olio in deposito presso una srl con sede non lontano da Montelupo Fiorentino. Il responsabile delle ditta, interrogato dai carabinieri, ha raccontato che Remo Cioffi si era presentato da lui chiedendo un servizio di ricevimento merci. Si trattata di stoccare due pallet di olio, da reintegrare di volta in volta quando erano terminate le scorte. La merce, racconta l'imprenditore, arrivava spesso senza documenti di trasporto.

I pallet di presentavano come colli anonimi, solo con la scritta “4X5 litri”. Ogni pallet era composta da 50 cartoni da 4 lattine di 5 litri. A volte restavano nel magazzino per pochi giorni, altre volte passava quasi un mese prima che qualcuno le ritirasse.

Cioffi, secondo quanto sostiene l'accusa, avrebbe gestito il commercio di olio contraffatto con estrema cura, evitando ogni intervento diretto e lasciando che fossero i suoi acquirenti a ritirare l'olio presso l'azienda che gli faceva servizio di stoccaggio. Michele Romano e Remo Cioffi, scrive il gip Alessandro Moneti nell’ordinanza che ne ha disposto l'arresto, sono responsabili in prima persona del flusso di olio contraffatto.

Nell’ambito dell’inchiesta colpiti dalla misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriale nel commercio di prodotti alimentari per sei mesi Pasquale De Simone, 46enne residente a Castelfiorentino, accusato di aver venduto olio contraffatto per conto della Bufalina Doc, e Gianni Romagnoli, 43 anni residente in provincia di Firenze. Accertato un flusso commerciale di circa 50 tonnellate di olio adulterato, 16 delle quali sono state sequestrate. Indagate altre 10 persone, tra cui 7 prestanome.

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