Nessuno raccoglie lo zaino dell’ex premier e l’Empolese-Valdelsa si separa da Renzi

Matteo Renzi accolto da Brenda Barnini a da tanti sostenitori a Certaldo nel 2017 (foto agenzia Carlo Sestini)

Coro di no dopo la scissione annunciata: nessuno degli eletti (parlamentari, sindaci e consiglieri) vuole dire addio al Pd



«Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo». Lo zaino di Matteo Renzi, però, resta a terra nell'Empolese Valdelsa, considerata l'area con il Pd più forte d'Italia (qui alle europee ha ottenuto 36202 voti, pari al 40,15% del totale).


Parafrasando la citazione su Facebook in cui l'ex premier ufficializza lo strappo con il partito di cui è stato segretario, la sensazione è chiara: nessuno degli eletti del territorio, dal Parlamento agli scranni dei consigli comunali fino ai sindaci, sembra pronto a seguirlo. La linea la detta il segretario di zona, Jacopo Mazzantini: «Una scissione è una scissione. Punto. E i cocci, come ogni volta, tocca rimetteteli insieme a chi è sui territori – spiega in una nota – Renzi ha fatto la sua scelta, che non condivido né capisco, perché non riesco a coglierne le motivazioni politiche al di fuori del vissuto personale e familiare». Mazzantini invita adesso i suoi a recuperare lo spirito del 2007, quando il Pd nacque unendo le esperienze dei Ds e de La Margherita. «Il Pd dell’Empolese Valdelsa – aggiunge – ha le competenze ed esperienze necessarie per dare il proprio contributo da protagonista e i sindaci che lo rappresentano negli undici Comuni del territorio hanno dimostrato, con il consenso raccolto alle elezioni di maggio, che la fiducia nella politica e nelle istituzioni è ancora alta quando si lavora per i cittadini con dedizione e concretezza».

I sindaci della zona restano tutti nel Pd. «Le separazioni, anche se consensuali, non sono comunque prive di problemi – scrive su Facebook l'empolese Brenda Barnini – e se ci sono figli ne soffrono ugualmente. In questo caso i figli sono quei milioni di persone che dal 2007 a oggi hanno votato per il Pd nonostante tutto e tutti». Stesso discorso per i tre parlamentari di zona. Il senatore Dario Parrini, che Renzi volle come segretario Pd in Toscana, ha detto la sua in un incontro lunedì sera a Sovigliana: «Non rinnego niente degli oltre dieci anni di grande sintonia politica e umana con Matteo Renzi – commenta – ma la storia ci insegna che le scissioni sono un danno. Renzi, lasciando il Pd, compie un grave errore». «Condivido la posizione di Mazzantini – dice la deputata Laura Cantini – credo che oggi nel Pd si possano comunque portare le battaglie riformiste seguendo i principi ispiratori dell'adesione alla linea di Renzi. Sono comunque convinta che potremo ancora collaborare con Matteo in alleanze di Governo per il nostro Paese». Nessuna dichiarazione stampa per Luca Lotti anche se il portavoce, Luca Di Bonaventura, fa sapere che «come già spiegato nei mesi scorsi, lui oggi coerentemente con quanto detto resta nel Pd. Nei prossimi giorni Luca chiarirà la sua posizione».

«Non comprendo la necessità di un nuovo soggetto politico e rimarrò saldamente nel Pd», sono le parole dell'ex segretario di zona e consigliere regionale Enrico Sostegni. Resta da valutare bene il fenomeno Questa è Empoli, l'associazione/lista civica in coalizione con il Pd al cui interno la componente renziana è molto forte. «QèE non è toccata dagli eventi nazionali – dichiara il capogruppo Lorenzo Ancillotti – la sua base è il programma per la città. La mia opinione è che Renzi, seppure resti il miglior politico italiano, abbia fatto una scelta prematura».

Infine, per un ragazzo della Leopolda che decide di rimanere nel Pd ce n'è anche un altro che si dice pronto a formare le basi di un partito renziano in zona. Marco Pierini, vicesindaco di Montespertoli e il più giovane speaker alla Leopolda del 2012 (aveva 16 anni), resta nel Pd: «Non potrò mai essere grato abbastanza a Matteo – commenta – ma scelgo di rimanere, in nome dei valori e dello spirito che ci hanno animato da sempre. Oggi le nostre strade si dividono e non per scelta mia». Scelta opposta per Andrea Sani, renziano sempre in prima fila nei suoi comitati: «A Empoli manca ancora un comitato civico di Renzi e dovremo organizzarci, ripartendo magari da chi era nelle associazioni ai tempi delle primarie e oggi non hanno ruoli politici».

 

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