Palio di Fucecchio, chi è il cavallo eroe: "Valeva una crosta di formaggio, ora è fortissimo"

Uno dei proprietari di Red Riu: "Era infortunato, l’abbiamo curato, allenato e potenziato, anche con delle sedute in piscine"

FUCECCHIO. Alla fine il destino di questo Palio era già scritto nel retro del cencio dipinto dall’artista senese Tommaso Andreini: dietro al suo drappellone, infatti, c’è l’occhio del santo patrono di Fucecchio San Candido, che così ritratto avrebbe guardato il popolo festante, in giubilo. Le reliquie di San Candido si trovano nella chiesa della Collegiata, in Sant’Andrea. E chi l’ha vinta la trentanovesima edizione del Palio di Fucecchio? Ma è normale, Sant’Andrea. Che, altra curiosità, adesso è la contrada più titolata di Fucecchio insieme all’altra nobile, Porta Bernarda. C’è poi un altro “caso” del destino: quest’anno ricadono i 110 anni dalla nascita di Indro Montanelli e anche nel centesimo anniversario dalla nascita fu Sant’Andrea a vincere.

FATTORE GAVINO


L’eroe di questa giornata è un ragazzo sardo minuto come tanti dei suoi conterranei: Gavino Sanna. Che, però, quando sale a cavallo diventa un gigante invincibile che lascia agli altri soltanto le briciole. Lo aveva già fatto due anni fa con Tiepolo, lo ha fatto ieri con Red Riu, cavallo di un gruppo di appassionati fucecchiesi. Partito davanti in finale, nessuno è mai riuscito realmente ad insidiarlo. E allora il giubilo, sotto l’occhio saggio di San Candido, ha potuto avere inizio. Ma questo è l’eccitante epilogo –per il popolo insuese – di una giornata che doveva essere rovinata dalla pioggia e che invece è filata liscia come l’olio (salvo che per il rinvio della sfilata). E che ha riservato enormi sorprese, a partire dall’eliminazione in batteria di due delle favorite: Massarella (Giovanni Atzeni su Vittorino) e Ferruzza (Giuseppe Zedde su Viky Fortuna). Ferruzza che ha vissuto momenti di paura, quando proprio Zedde è caduto alla curva della mossa, nel tentativo di rimontare su Borgonovo (cavallo e fantino ne sono usciti illesi).

LE BATTERIE

La prima batteria ha visto in pista – oltre a Sant’Andrea e Ferruzza – anche Borgonovo (Simone Fenu su Zarck), Porta Raimonda (Jonatan Bartoletti su La Gioconda) e Querciola (Carlo Sanna su Vankook). Dopo sette partenze false e qualche rimprovero da parte del mossiere Gennaro Milone, il canapo è andato giù e Sant’Andrea, Porta Raimonda e Querciola si sono portate davanti; Borgonovo ha rischiato la rimonta di Ferruzza, che però è finita quando Vankook ha colpito il posteriore di Zarck, cadendo a terra. La seconda batteria è stata simile alla prima: sono state promosse San Pierino (Simone Mereu su Hakara Trois), Samo (Alessio Migheli su Uired), Torre (Adrian Topalli su Uolcher) e Botteghe (Andrea Mari su Le Kabyl). Botteghe che ha rimontato e sulla dirittura d’arrivo ha beffato Massarella, mentre le altre tre andavano “di conserva”. Dopo un’ora le otto contrade in lizza sono tornate fra i canapi e Gavino Sanna ha fatto la storia; le uniche due rivali presenti (Botteghe e Borgonovo) si sono annullate, con la prima che ha “strizzato” allo steccato la seconda in partenza. Dietro Sant’Andrea, come detto, né Samo né San Pierino hanno potuto far nulla.

LA COMMOZIONE

E così Luca Secci ha potuto festeggiare il lacrime la sua prima vittoria da capitano: «È un trionfo collettivo: una contrada che sa fare bene il Palio, un fantino importantissimo e un cavallo che è un guerriero, nato per fare questo». Micheal Jordan diceva che «con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati». E – aggiunge Sant’Andrea – anche i palii.

IL CAVALLO VINCITORE

«Questo cavallo l’abbiamo comprato per una crosta di formaggio. E ora ha vinto il Palio». Graziano Banchini è uno degli otto proprietari fucecchiesi (con Camilla Paci, Moreno Bozzi, Vinicio Parentini, Andrea Beconcini, Romano Marradini, Giancarlo Venieri, Liberato Riccio) che negli anni passati hanno acquistato in Sardegna Red Riu (allenato dal fantino Adrian Topalli, anche lui fucecchiese), reduce da un infortunio: «Era infortunato, l’abbiamo curato, allenato e potenziato, anche con delle sedute in piscina. È un cavallo che sui mille metri esprime il meglio e che con questa vittoria ha sciolto ogni dubbio su di lui. E correva contro cavalli di un certo livello; ha avuto la fortuna di trovare la miglior stalla d’Italia». Insomma, questo cencio parla un po’ fucecchiese ed è la dimostrazione che a Fucecchio sta crescendo una "generazione" di proprietari di cavalli che porta avanti la passione per il Palio.