Le retribuzioni più alte di tutta la Toscana nell'Empolese Valdelsa

Michele Pezza (foto d'archivio)

Secondo JobPricing, la provincia di Firenze detiene il primato per le ditte private. Michele Pezza (Confindustria): «Ma resta il divario tra le due nostre zone»

EMPOLI. L’Empolese Valdelsa, al pari degli altri territori della provincia di Firenze, ha il più alto livello retributivo di tutta la Toscana e si attesta al quindicesimo posto tra tutte le province italiane. Stando ai dati elaborati dall’osservatorio JobPicing, che di recente ha pubblicato la nuova edizione del Geography Index, i cui risultati sono stati diffusi sulle colonne di Repubblica, nel circondario lo stipendio medio dei dipendenti del settore privato ammonta a 30.082 euro annui. Il valore è in crescita rispetto all’anno precedente, quando si era fermato a quota 30.044 euro.Tuttavia, la situazione – come sottolineano sindacati e associazioni datoriali – non è omogenea in tutta l’area e si perpetua la storica marcia a due velocità tra Empolese e Valdelsa. Con il primo territorio che registra segnali migliori rispetto al secondo.

«Rispetto alla provincia, ma anche all’intera area della Toscana centrale – commenta Michele Pezza, presidente di Confindustria Empolese Valdelsa – la nostra zona è tra le più attive dal punto di vista economico. Questo è un dato stabile, che si sta confermando anche negli ultimi anni. Ed è inevitabile che questo si ripercuota anche sulle retribuzioni del personale dipendente. Il problema, in tutto questo, rimane il divario tra Empolese e Valdelsa. Nel primo si concentra la maggior parte delle imprese, mentre nel secondo finora si sono scontati di più gli effetti della crisi. Nonostante questo anche la Valdelsa dal 2017 ha fatto registrare segnali decisamente positivi. Rimane tutto da vedere come il rallentamento dell’economia mondiale, che sta avvenendo negli ultimi mesi, si ripercuoterà anche sul nostro settore produttivo, molto vocato all’export».Una scelta, quella di stare sui mercati internazionali, che finora ha premiato le aziende del territorio e che in moltissimi casi le ha tenute al riparo dai colpi più violenti della crisi. «Gli interrogativi che stanno emergendo sul finire di questo 2018 sono molti – spiega Paolo Aglietti, coordinatore di zona della Cgil – ma l’Empolese è un territorio che finora ha saputo tenere. È un’area con un tessuto fatto di aziende strutturate e forti che coprono un arco settoriale molto ampio: il chimico-plastico, l’alimentare, il metalmeccanico, l’Ict. Ma anche buona parte della manifattura, che è legata al mondo delle filiere di qualità, ha dimostrato una grande vitalità e ha contribuito a tenere il territorio ai primi posti per valore aggiunto d’impresa. Discorso diverso, purtroppo, per la Valdelsa dove si sono persi pezzi importanti e dove il grosso della popolazione è occupato nelle zone limitrofe».

Il dato incoraggiante, però, resta: la retribuzione nel settore privato è la più alta della Toscana. Sotto alla provincia di Firenze, ci sono quelle di Lucca (29.273 euro), di Livorno (28.574 euro), Pisa (28.311 euro) e di Grosseto (28.000 euro). Quindi Massa Carrara (27.943 euro), Siena (27.911 euro), Prato (27.700 euro), Pistoia (27.119 euro) e Arezzo (26.551 euro). Il valore realizzato nel territorio, peraltro, è sopra la media nazionale che si livella generalmente al rialzo nel Nord del Paese e al ribasso nel Sud. Due esempi: a Milano la retribuzione più alta con 34. 302 euro, a Messina e Crotone le più basse di poco superiori ai 23mila euro.