Cantava la vita del “diablo” ora produce il gioco su Gesù

Antonio Aiazzi e la moglie gestiscono una ditta di articoli per il divertimento. Dopo il passato con la band dei Litfiba, continua la sua attività di musicista

EMPOLI. Dalla musica rock alle pedine. Dalla tastiera ai dadi. Due mondi apparentemente così lontani, non però se si fa un salto a Sovigliana in via Marmugi. Già, perché qui, da qualche settimana ha sede la Giochi Briosi, azienda che produce giochi da tavola in salsa Toscana e non solo. E a creare queste “scatole della felicità” che divertono grandi e piccini sono Antonio Aiazzi e sua moglie, la belga Nathalie Chaineux.. Antonio è un musicista di fama internazionale, ma soprattutto è lo storico tastierista dei Litifba a più riprese, in particolar modo negli anni più floridi, quelli della “trilogia del potere”. Oggi, mentre continua la sua attività di musicista, Aiazzi ha deciso parallelamente di tuffarsi in questo mondo assieme a Nathalie. Proprio a lei si è accesa la lampadina. «L’idea – racconta Nathalie – mi è venuta qualche anno fa. Ero a Firenze e ogni tanto portavo regali ad amici e parenti in Belgio. Ma alla fine non trovavo niente di interessante che richiamasse l’identità di questo territorio. Solo i soliti gadget delle bancarelle. E allora mi è venuta l’idea di creare dei giochi da tavola che parlassero della Toscana».



Così, insieme al marito, ha deciso di dar vita al primo trivial interamente dedicato alla Toscana, i Toscanacci, prima prodotto da altri. Poi è nata anche la Rebus Project, diventata poi la Giochi Briosi. Un gioco che ha avuto un successo strepitoso con decine di migliaia di copie vendute. Da lì ha preso il via l’attività e a chi gli chiede se non sia un po’ strano che una rockstar si dedichi a questo mondo, Antonio risponde ridendo: «Può sembrare un binomio strano ma in realtà non lo è. L’aspetto ludico mi è sempre piaciuto. Anche da giovane tra i Litifiba ero quello che faceva scherzi in continuazione agli altri componenti della band. Organizzavo pure le serate di rischiatutto. Non sono mondi poi così distanti. Per noi il gioco da tavolo è importante. Ha una funzione sociale».

La Giochi briosi adesso realizza diversi titoli. Oltre infatti ai Toscanacci, nella collezione ci sono i Romanacci, dedicato a vizi e virtù della capitale, l’Italia e gli Italiani e c’è pure la Vita di Gesù. «Siamo atei in realtà – conferma Antonio – ma non dobbiamo dimenticare le nostre tradizioni cristiane. Il gioco ha avuto l’ok dell’Arcidiocesi di Pisa. Anche se il nostro Gesù ricorda un po’ Che Guevara».

E c’è pure un gioco con i disegni dell’artista Clet Abraham. Adesso Antonio e Nathalie hanno deciso di trasferire l’azienda a Sovigliana in via Marmugi e di venire a vivere nell’Empolese. «È un territorio che ha grandi margini di crescita – spiega Nathalie – e dove si vive bene». E proprio in zona, oltre che tramite il sito dell’azienda, si possono compare i giochi. «Sono in vendita al negozio Giocheria gioca 3 in centro, alla Tabaccheria Zalli al centro coop e da Paci a Limite sull’Arno». Aiazzi racconta con disinvoltura la sua avventura nel mondo dei giochi Antonio, ma non dimentica certo il suo primo amore, la musica, con tanti progetti da portare avanti. «Mi sono tolto una grande soddisfazione con l’uscita recente del mio disco solista, Linea gialla – racconta Antonio – In pentola bolle ancora qualcosa, ne stiamo parlando con il mio amico Gianni Maroccolo, ma non voglio anticipare niente».