Abuso di social e internet, partito l’ambulatorio

Il centro di aiuto contro queste dipendenze è al consultorio della Misericordia Il dottor Simoncini: «Sono soprattutto i ragazzi ad avere problemi di relazioni sociali»

EMPOLI. Il centro di aiuto per la dipendenza da internet e social network è ufficialmente partito. In questi giorni il dottor Giammarco Simoncini ha cominciato a ricevere i primi utenti nella sede rinnovata di via Cavour, all'interno dei locali del consultorio familiare della Misericordia di Empoli. «In questi giorni ho seguito i primi due accessi - racconta Simoncini - e il centro è aperto da pochissimo. Mi sembra già un dato piuttosto significativo di come l'abuso da internet e social network sia diffuso». Quello empolese è il primo centro in Toscana e il secondo in Italia che affronta questa particolare forma di abuso. Un fenomeno in grandissima espansione che colpisce principalmente i più giovani e sul quale moltissimi studiosi nel mondo si stanno interrogando, seppure ancora non sia stato riconosciuto come patologia dalla comunità scientifica.

Tanto che l'American Psychiatric Association ha già inserito i comportamenti distorti legati all'utilizzo del web (definiti con l'acronimo Iad, ovvero Internet addiction disorder) nel manuale di diagnosi e cura delle malattie mentali.

Senza contare che sempre più centri dedicati a questo tipo di dipendenza stanno sorgendo in vari Paesi: Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Cina. «Generalmente sono i genitori che ci contattano - continua il dottor Giammarco Simoncini - perché ravvisano qualcosa di strano nel comportamento dei loro figli».

« In termini statistici - va avanti - in Italia non siamo ancora ai livelli di altri paesi europei, ma il rischio di una progressiva alienazione dalla realtà e dello sviluppo di sintomi specifici è sempre più grande. Non ci deve essere demonizzazione di strumenti come i social network, ma bisogna stare attenti alle derive».

I segnali non sempre sono di facile lettura: l'incapacità a tessere relazioni di amicizia o ad avere un rapporto amoroso reale, il disinteresse ad uscire di casa e a svolgere attività al di fuori di quelle online. O ancora un netto abbassamento del rendimento scolastico o lavorativo legato all'uso dei social network.

«Le strategie che adottiamo sono differenti a seconda del caso e della gravità della situazione - prosegue ancora il dotor Simoncini, che sul tema ha sviluppato una tesi sulla dipendenza da Facebook - si comincia lavorando sui correlati emotivi che intervengono con l'abuso e sul perché si è arrivati a sviluppare un rapporto così stretto con il web».

Il quadro che emerge è complesso e articolato da affrontare. « In generale molti ragazzi hanno problemi con le relazioni sociali e quindi si cerca di stimolare questo aspetto, partendo da ambienti protetti - ava avanti l’esperto empolese - L'obiettivo è quello di riempire con rapporti reali il tempo che fino ad allora è stato occupato da quello virtuale. È un lavoro che punta a rafforzare l'autostima e a riportare l'uso di internet in un alveo di normalità».

Il centro ha sede in via Cavour. Per informazioni basta collegarsi al sito www.consultoriomisericordiaempoli.it. Gli incontri si svolgono il martedì dalle 15 alle 20, previa prenotazione.

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